20 novembre 2019
Aggiornato 02:00
Regione Lombardia

Firme false per Formigoni, la Procura chiede il rinvio a giudizio per Podestà

Il presidente della Provincia sotto accusa in quanto coordinatore regionale pdl ai tempi della campagna per le Regionali. Il Presidente Formigoni: «Solidarietà a Podestà, il partito ha agito bene»

MILANO - Ad avvantaggiarsi delle 926 firme false, disconosciute davanti ai carabinieri dai sottoscrittori delle liste dei candidati Pdl che in teoria figuravano averle apposte, nel 2010 fu il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ma ora è il presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà, a pagarne il prezzo giudiziario per «falso in atto pubblico» insieme a quattro consiglieri provinciali e altre cinque persone. Grazie a quelle firme false il partito di Berlusconi riuscì in extremis a presentare alle elezioni lombarde del 28 e 29 marzo 2010 la lista regionale «Per la Lombardia» e la lista provinciale «Il Popolo della Libertà - Berlusconi per Formigoni» che consentirono al già tre volte governatore lombardo di raccogliere 2 milioni e 700.000 voti, battere il pd Filippo Penati e restare per un quarto consecutivo quinquennio al Pirellone fino al 2015. Solo che adesso, a conclusione di una indagine giudiziaria alla quale la Procura di Milano è stata pungolata e quasi «costretta» dalle circostanziate denunce dei Radicali, la magistratura inquirente chiede il rinvio a giudizio di Podestà perché, nella sua veste all’epoca di coordinatore regionale del Pdl, avrebbe «promosso le attività di falsa attestazione, indicandone a Clotilde Strada (vice responsabile del settore elettorale del Pdl Lombardia ma in concreto unica effettiva responsabile dell'attività di raccolta delle firme dei sottoscrittori) le modalità specifiche di esecuzione, consistenti nell'uso dei certificati elettorali per l'estrazione dei dati necessari per l'inserimento delle generalità dei sottoscrittori delle liste dei candidati».

Podestà: Non mi sono mai occupato del problema - «Voglio precisare innanzi tutto di non essermi mai occupato del problema della raccolta delle firme necessarie per la presentazione delle liste elettorali». Lo ha messo a verbale, davanti al pm di Milano Alfredo Robledo, il presidente della Provincia milanese, Guido Podestà, per il quale la Procura ha chiesto il processo con l'accusa di falso ideologico in relazione alle presunte firme false per la lista di Roberto Formigoni.

Formigoni: Solidarietà a Podestà - Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha espresso solidarietà nei confronti di Guido Podestà, presidente della Provincia di Milano e nel 2010 coordinatore regionale del Pdl, per il quale la Procura di Milano ha chiesto oggi il rinvio a giudizio in relazione alla vicenda delle firme false per le liste del Pdl e del 'listino' regionale delle elezioni del 2010. «Ha spiegato la sua estraneità ai fatti contestati. Esprimo la mia solidarietà e sono certo - ha detto Formigoni - che la dimostrerà. Sono fatti spiacevoli, questo dimostra comunque che la responsabilità della raccolta firme non è del presidente candidato ma del partito e sono convinto che emergerà che le cose sono state fatte correttamente».

Mantovani: Certo che verrà fatta chiarezza - Il coordinatore regionale lombardo del Pdl Mario Mantovani è «certo» del fatto che «si potrà presto fare chiarezza nell'interesse delle persone coinvolte e delle Istituzioni» sulla vicenda delle firme false in relazione alla presentazioni delle liste alle elezioni regionali del 2010. E' quanto scrive in una nota. «La raccolta delle firme, soprattutto per i grandi partiti, è di fatto un adempimento burocratico previsto dalla normativa - aggiunge -, ma come tale deve essere considerato soprattutto dinnanzi al voto democratico dei cittadini lombardi e milanesi che il governatore Roberto Formigoni ed il presidente della Provincia di Milano Guido Podestà hanno saputo raccogliere per essere oggi ai vertici regionali e provinciali».
«In democrazia - prosegue Mantovani - la volontà popolare è ancora l'elemento essenziale e determinante che talvolta la sinistra tende a tralasciare o dimenticare di fronte ai periodici tentativi di rivalsa messi in atto per cambiare il risultato delle urne. Le opposizioni pertanto si tranquillizzino: il buon governo del centro destra nelle istituzioni lombarde continuerà, con il sostegno del Popolo della Libertà e degli alleati della Lega». Ieri la Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per Podestà, che allora era coordinatore regionale del partito.