17 febbraio 2020
Aggiornato 16:00
Conferenza a Palermo sul «Digesto dei casi di criminalità organizzata transnazionale»

Schifani: L'antipolitica si sconfigge con senso di responsabilità

Il Presidente del Senato a Palermo: Quando la politica fa sistema sa dare risposte ai cittadini. Gli Stati uniformino le legislazioni di contrasto al crimine. Condivido il Ministro dell'Interno su vendita beni confiscati

PALERMO - Quando la «politica riesce a fare sistema sui temi importanti sensibili», «sa dare risposte ai cittadini». Lo ha detto il presidente del Senato Renato Schifani intervenendo a Palermo alla terza riunione della Conferenza sul «Digesto dei casi di criminalità organizzata transnazionale» in corso a Palazzo dei Normanni.
Quando la politica «decide di volare alto - ha detto Schifani -, unitariamente in Parlamento, con leggi di contrasto forti alla criminalità organizzata, come si è verificato in questa legislatura, riesce a dare risposte e a riassumere quella identità e autorevolezza che rischia di perdere in questi ultimi mesi con i fenomeni dell'antipolitica. L'antipolitica - ha aggiunto il presidente del Senato - si può sconfiggere soltanto col senso di responsabilità, col rischio delle proprie scelte, a volte anche forti e personali. Abbiamo delle risorse, delle personalità. Credere nelle scelte è fare in modo che nel nostro Paese la democrazia rimanga salda, rispettabile, e inviolabile».

Condivido il Ministro su vendita beni confiscati - «Registro con attenzione la proposta del ministro degli Interni sulla possibilità di vendita dei beni confiscati, da immettere nel circuito sano della società».
«E' vero - ha proseguito il presidente del Senato -, qualcuno sostiene che vi sia il pericolo che questi beni possano essere acquistati dalla criminalità, ma è anche vero che se non si decide, se in questo Paese non si assumono responsabilità, nessuno decide. Il rischio c'è, ma condivido l'affermazione del ministro, perché uno Stato forte deve accettare la sfida».

Impedire che criminalità gli riacquisti - «Bisogna lavorare perché si impedisca il pericolo che i beni sequestrati siano riacquistati dalla mafia».
«Se lo Stato c'è - ha proseguito Schifani - deve vigilare, e credo che in questa legislatura si siano toccati punti molto importanti che hanno introdotto misure sui sequestri molto incisive, come il sequestro post mortem. Ma l'istituto che ha innovato fortemente la misura del contrasto ai beni mafiosi è il sequestro per equivalente. Questo è stato un modello che ha scardinato la logica dell'aggressione ai beni di provenienza illecita. In questa legislatura - ha concluso Schifani - abbiamo dotato lo Stato di quei metodi che possono vincere quella sfida, e quel pericolo paventato da chi critica la vendibilità a pezzi dei beni mafiosi».

Gli Stati uniformino le legislazioni di contrasto al crimine - «Un contrasto alla criminalità transnazionale è necessario da parte di tutti gli Stati. Occorre uniformare tutte le legislazioni di tutti gli Stati interessati a contrastare la criminalità transnazionale, perché non vi siano vuoti all'interno degli Stati, e impedire a chi realizza economia criminale di poter allignare in quei sistemi, realizzare operazioni di riciclaggio per poi rientrare nel mondo emerso dell'economia delle finanze pulite». Lo ha detto il presidente del Senato, Renato Schifani, intervenendo a Palermo alla terza riunione della Conferenza sul 'Digesto dei casi di criminalità organizzata transnazionale', in corso a Palazzo dei Normanni.

Crimine e globalizzazione camminano paralleli - «La criminalità transnazionale cammina parallelamente al processo di globalizzazione, e più si procede nella logica della globalizzazione, più è necessario tenere alta l'attenzione sulla criminalità transnazionale».
«La criminalità transnazionale - ha proseguito Schifani - si è dotata ormai di sistemi e apparati così raffinati che tendono a eludere progetti e regole, e consentono quelle procedure di riciclaggio e inquinamento del Pil dei Paesi che sottobraccio nascondono una economia sommersa».