12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Centrodestra | Verso i congressi del Carroccio

Lega: Zaia, ci sono i presupposti per avere una bella fase congressuale

Il Presidente del Veneto: Conosceremo i programmi, l'assemblea sovrana deciderà il vincitore. Calderoli: Basta con la Lega dell'odio, uniti contro il nemico. Castelli: Arriveranno pesanti attacchi giudiziari-mediatici. Noi un po' più vecchi, ci siamo imborghesiti

TREVISO - «Ci sono tutti i presupposti per avere una bella fase congressuale, spero ci sia un bel dibattito». Lo afferma il governatore del Veneto, Luca Zaia parlando del congresso della Liga Veneta, che si terrà domenica prossima a Padova, a margine di un incontro a Vittorio Veneto (Treviso).
«Finalmente - sottolinea il presidente del Veneto - conosceremo anche i programmi in maniera dettagliata di uno e dell'altro candidato - ha aggiunto riferendosi a Flavio Tosi e Massimo Bitonci, i due candidati - dopodichè l'assemblea sarà sovrana e responsabile nel decidere quale sarà il candidato che più aggrada».
A chi gli chiede quale potrà essere l'esito del congresso, Zaia evidenzia: «Abbiamo chiesto a gran voce che si possano fare dei congressi veri - ha concluso Zaia - domenica abbiamo l'opportunità di farlo e perciò evitiamo di fare pronostici o congressi prima dei congressi».

Calderoli: Basta con la Lega dell'odio, uniti contro il nemico - «Mi sarei aspettato che fossimo stati tutti uniti contro il nemico del movimento. I congressi che stiamo andando a fare purtroppo questa risposta unita non la stanno dimostrando». Lo ha detto Roberto Calderoli, che ha chiuso il suo intervento al Congresso lombardo del Carroccio affermando «Basta con la Lega dell'odio, ora la Lega dell'amore».
«Ho auspicato congressi unitari - ha detto Calderoli - anche una forte contrapposizione tra candidati. Ma ritengo intollerabile, e non mi riferisco solo a casa nostra ma soprattutto in casa veneta, che si sia arrivati al punto del o con me o contro di me, facendo intendere che dopo il congresso qualcuno farà i conti. Se qualcuno dovrà fare il leader a livello nazionale - ha auspicato Calderoli - o federale dovrà essere qualcuno che unisce e non che fa delle purghe o qualcosa genere perché se dovesse andare avanti il movimento è finito». Per il triumviro leghista, «Quello che ha perso, domani, dovrà essere il miglior alleato di quello che ha vinto perché la Lega ha bisogno di tutti. Lo dico con tanta amarezza che ho nel cuore. Anche di attacchi che ho ricevuto nei giorni nei giorni posso aspettarmelo dai giornali, ma dà fastidio da quelli che ricevo dal movimento».

Castelli: Arriveranno pesanti attacchi giudiziari-mediatici - «Dobbiamo stare uniti perché l'attacco mediatico giudiziario non è finito. Ne arriveranno degli altri pesanti, io credo». Lo ha detto l'ex ministro Roberto Castelli, parlando al congresso nazionale (regionale ndr) lombardo in corso a Bergamo.
Riguardo la «pulizia interna» annunciata da Roberto Maroni all'indomani degli avvisi di garanzia ricevuti da esponenti leghisti, Castelli ha osservato che bisogna andare avanti «però con dei criteri che siano uguali per tutti: dobbiamo vigilare affinché ai militanti non venga il sospetto che siamo tutti uguali ma che c'è qualcuno più uguale degli altri».
Castelli ha infine invitato il nuovo consiglio nazionale lombardo «a presentare emendamenti affinché Bossi possa avere nella Lega il posto che imperituramente si merita» e ha esortato i delegati a non dimenticare che «Bossi ha dato la sua vita familiare, personale, fisica per un pelo, per la causa della Padania».

Noi un po' più vecchi, ci siamo imborghesiti - L'ex ministro leghista Roberto Castelli ammette «il prezzo elevato» pagato dalla Lega per le inchieste che hanno coinvolto alcuni esponenti del partito, tra cui la stessa famiglia Bossi e che molti nella Lega si sono 'imborghesiti'. «Abbiamo pagato un prezzo molto elevato per quanto riguarda il movimento - ha detto Castelli - abbiamo pagato un prezzo. Molte sezioni sono state abbandonate da molti militanti che sono dovuti andare nelle istituzioni; molte vivacchiano, sempre con gli stessi militanti. Noi stessi, ci siamo imborghesiti, forse perché siamo diventati più vecchi, credo che non ci siano dubbi sotto questo punto di vista».
«Ci troviamo a dover affrontare una grande crisi interna della Lega - ha aggiunto Castelli - E' inutile negarlo. E' stata molto pesante, e abbiamo cercato di fare pulizia in casa nostra». L'ex ministro ha poi ricordato di essersi occupato «questione della cosiddetta questione Tanzania». Ma i soldi «Li abbiamo portati indietro. Ci siamo presi dei rischi. Siamo stati intercettati, siamo stati pedinati. Spero - ha concluso - che vengano resi pubblici gli atti delle intercettazioni».