6 dicembre 2019
Aggiornato 02:00

Lettera di Riccardo Bossi a Belsito con l'elenco delle spese: «Grazie»

Termina con queste parole una lettera con la richiesta di pagamento di una serie di spese, che sarebbe stata inviata da Riccardo Bossi, uno dei tre figli del Senatur, all'ex tesoriere della Lega Francesco Belsito. Intanto i «Bossisti» serrano le fila, domani iniziativa con Leoni

MILANO - «Grazie mille per tutto quello che stai facendo e sono a tua completa disposizione per ogni approfondimento che ritieni necessario». Termina con queste parole una lettera con la richiesta di pagamento di una serie di spese, che sarebbe stata inviata da Riccardo Bossi, uno dei tre figli del Senatur, all'ex tesoriere della Lega Francesco Belsito. Una lettera, datata 31 gennaio 2011, che è stata rinvenuta insieme con altri documenti nella cassaforte di Belsito, indagato per truffa aggravata e appropriazione indebita nell'ambito dell'indagine sulla presunta distrazione di fondi del Carroccio.
La missiva si apre con la frase «Caro Francesco, ti elenco i pagamenti a cui devo fare fronte al 31 gennaio 2011», e prosegue con un elenco di spese: 981 euro per l'ultimo pagamento per il noleggio della Clio; «saldare in contanti le multe arrivate ad oggi» (1.857 euro); una spesa per il noleggio di un'auto e un altro pagamento di 12.625 euro («5.175 + 7.450») per il noleggio di un'automobile fino a febbraio 2011. Inoltre si spiega di «saldare un lavoro in carrozzeria» per 3.900 euro e si fa riferimento a «rate di leasing assicurazione» per 2.589 euro. Per finire, un «vecchio problema a base blu» non meglio specificato.

Renzo Bossi: Mai preso la laurea in Albania - Renzo Bossi nega di aver conseguito il diploma di laurea in Albania, come risulterebbe dai documenti custoditi dall'ex tesoriere della Lega Francesco Belsito e trovati dagli inquirenti. «Mi dissocio completamente da quel diploma - ha detto il figlio di Bossi - Non sono mai stato in Albania e non sono mai stato a conoscenza di quel documento». Per Renzo Bossi si tratta di «accuse ingiuste» fatte «solo per utilizzarmi come arma nei confronti di mio padre, per cercare di impaurirlo e di convincerlo a non ricandidarsi alla carica di segretario federale».

Calderoli: Quereleremo chi parli di acquisto candidature - «La Lega Nord presenterà querela nei confronti di chiunque ha parlato o parlerà di acquisto di candidature». Lo ha affermato Roberto Calderoli, coordinatore delle segreterie della Lega Nord e componente del comitato federale dei «triumviri».
«E' indegno che si cerchi di sporcare e far passare sotto una luce negativa - ha aggiunto - anche il fatto che i parlamentari, lodevolmente e in maniera volontaria, vogliono aiutare e sostenere il movimento per cui militano e che li ha eletti».

Intanto i «Bossisti» serrano le fila, domani iniziativa con Leoni - Unità della Lega, ma nel segno di Umberto Bossi. E' questo il succo dell'iniziativa di un gruppo di militanti «bossisti» del bresciano, che ha invitato domani il senatore Giuseppe Leoni, cofondatore della Lega Nord e amico da sempre del presidente federale della Lega, ad un incontro pubblico dal titolo «Federalismo Tutti Uniti per la Soluzione della Crisi». L'iniziativa è stata ideata dai militanti della sezione della Lega di Molinetto di Mazzano in provincia di Brescia «Non è un caso che ne parli colui che quasi 30 anni fa ha fondato la Lega Lombarda con l'obiettivo di trasformare lo Stato italiano da centralista in federalista», si legge nella presentazione della manifestazione, nata per «continuare il progetto politico di Umberto Bossi». Un futuro possibile, a sentire quello che sostengono - a microfoni spenti - gli organizzatori, solo se alla guida del movimento torna Umberto Bossi.