9 dicembre 2019
Aggiornato 15:00
I partiti alle prese con il caso RAI

Crosetto: La RAI va privatizzata

Il Deputato del PDL: Distruggere i sultanati interni e dare voce ai molti bravi. Rotondi: No al commissario, il Governo eviti strappi con il Pdl. Rognoni: Eloquente e vergognoso il comportamento del Pdl. Napoli: Da Casini e Bersani inutile gioco delle tre carte

ROMA - «Sono molto colpito dai discorsi che sento sulla Rai in queste settimane. Sembra che la Rai sia un'azienda nella quale alcuni partiti vogliono occupare ed altri liberare. Mentre però si svolgono questi riflessioni pubbliche, nella vita quotidiana dell'azienda accadono fatti che smentiscono nei fatti i concetti espressi nelle dichiarazioni. E non parlo solo delle posizioni di vertice». E' quanto dichiara il deputato del Pdl, Guido Crosetto.
«Devo dire che un pò mi hanno stufato queste ipocrisie continue, queste dichiarazioni da farisei. Da persona che ha con la Rai rapporti di abbonamento e talvolta ospite, so perfettamente che ogni giorno ci sono persone che cercano sponsor ed altre che si prestano a farlo - ha sottolineato Crosetto -. E stranamente sono persone equamente divise tra i partiti. Ho ben presente, ad esempio cosa è successo per il direttore del centro di produzione di Torino, per due o tre volte di seguito, o per il direttore del Tg regionale del Piemonte. E poiché ho visto ogni volta muoversi, tra i tanti, esponenti di primo piano degli stessi partiti che ora gridano allo scandalo e vogliono una rai libera, ritengo giusto urlarlo. Si vuole una Rai libera e sul mercato? Si privatizzi oppure si diano obiettivi chiari di risultato agli amministratori, magari collegando il loro compenso, in positivo e negativo allo stato economico. E poi si chieda a qualcuno di distruggere i tanti sultanati interni affidati ad amici o gestiti da persone che rendono conto al loro interesse personale, dando voce ai molti bravi che esistono dentro l'azienda».

Rotondi: No al commissario, il Governo eviti strappi con il Pdl - «Il governo continui sulla strada della riforma del lavoro evitando di sacrificare le piccole e medie imprese e cercando di non chiudere il confronto con le parti sociali. Sulla Rai, invece, eviti strappi con il PdL. Il tentativo di Pd e Udc di commissariare l'azienda di Viale Mazzini va evitato». Lo ha affermato in una dichiarazione l'ex ministro Pdl Gianfranco Rotondi.

Matteoli: Commissariamento? Non ci sono gli estremi - No al commissariamento della Rai, escludendo che il tema possa essere materia di scambio all'interno di maggioranza e governo anche in vista della stretta finale sulla riforma del mercato di lavoro, da parte dell'ex ministro Pdl Altero Matteo. «La tv di Stato è regolata da una legge - ha sottolineato Matteoli ospite al 'Caffè' di Sky Tg24 - e noi chiediamo di applicarla, peraltro non ci sono gli estremi per un commissariamento. Se poi il Parlamento decidesse di modificare la legge Gasparri vedremo, intanto va applicata l'attuale normativa».

Rognoni: Eloquente e vergognoso il comportamento del Pdl - «Il modo con il quale i rappresentanti del Pdl parlano della Rai è significativo e anche un pò vergognoso. Dicono che la sinistra ha in mano la Rai. Ma allora non si capisce perché si oppongono al cambiamento». Lo ha affermato Carlo Rognoni, presidente forum Riforma sistema radiotelevisivo del Pd.
«Forse - ha proseguito- vale la pena di ricordare che da anni la maggioranza del Consiglio di amministrazione è di centrodestra. Senza contare la proliferazione di nomine di direttori e vicedirettori di centrodestra. Non sapevamo, per esempio, che Minzolini e gli altri giornalisti così vicini storicamente ad An fossero di sinistra».

Napoli: Da Casini e Bersani inutile gioco delle tre carte - «Casini e Bersani si stanno impegnando inutilmente in un gioco delle tre carte sulla governance che rischia di minare le fondamenta del governo». Lo ha affermato il vicepresidente dei deputati del Pdl Osvaldo Napoli.
«L'idea di cacciare la politica dalla porta per farla rientrare poi dalla finestra nella figura di professori o do tecnici non sta in piedi. Il dramma del servizio pubblico - ha aggiunto- è tutto nell'incapacità delle forze politiche di rispettare le leggi votate dal Parlamento. La pretesa di neutralizzare la politica commissariando Viale Mazzini è un pessimo espediente che riporta il problema, come nel gioco dell'oca, alla casella di partenza. Per la Rai, ove non si imbocchi la via di una parziale ma robusta privatizzazione, rimane da percorrere solo la strada del rispetto della legge».

Idv: Riforma in fretta per nuova azienda senza partiti - «Si faccia una riforma in fretta e furia, se non si riesce, si faccia il commissariamento, ma l'importante è avere una nuova Rai, senza partiti e che valorizzi le grandi risorse di esperienza e solidarietà che la Rai ha al proprio interno». Lo ha affermato il capogruppo dell'Idv, Massimo Donadi, parlando con i cronisti a Montecitorio a proposito della riforma Rai.

Merlo (Pd): Ora i partiti dicano se la vogliono privatizzare - «Non si può mettere in discussione il Governo Monti per l'assetto interno della Rai. E chi lo minaccia velatamente non aiuta nè la Rai né, tantomeno rafforza il Governo. Semmai, è giunto il momento che i partiti, almeno quelli che non lavorano per il tanto peggio tanto meglio come l'Idv e la Lega, dicano con franchezza se credono ancora nella presenza di un servizio pubblico radiotelevisivo sganciato dall'invadenza della politica o se, invece, ritengono utile privatizzare l'azienda di viale Mazzini - e quindi snaturarla definitivamente - come predica da mesi l'on. Fini. Ci si divide su questo tema e non sulle modalità astratte della governance». Lo ha detto Giorgio Merlo, Pd, Vice Presidente Commissione Vigilanza Rai.

Bocchino: Governo intervenga, fuori i partiti e nominare Ad - «Il governo sulla Rai non deve farsi intimorire dal PdL, a cui interessa conservare l'esistente sia perché occupato con i suoi uomini di riferimento sia perché il settore dell'emittenza è particolarmente caro al partito di Berlusconi». Lo dichiara il vicepresidente di Fli, Italo Bocchino, che aggiunge: «Il servizio pubblico radiotelevisivo necessita di una svolta con la nomina di un amministratore delegato e la fuoriuscita dei partiti da viale Mazzini, a cui resterebbero comunque poteri di controllo attraverso la Commissione parlamentare di vigilanza».
«Il governo Monti è nato per innovare e per raddrizzare storture evidenti a tutti. Ed è per questo che ci aspettiamo un intervento risoluto, senza il veto da parte di chi sostiene il governo con troppi se e troppi ma», conclude il vicepresidente di Fli.