16 dicembre 2019
Aggiornato 03:00
Uno spiraglio che lascia sperare

Amministrative: Alfano invoca deroghe Lega, «ni» di Bossi

Per la prima volta Umberto Bossi lascia intendere che la corsa solitaria della Lega alle amministrative potrebbe prevedere delle eccezioni. Parole che arrivano poche ore dopo l'ennesimo appello alla ragionevolezza lanciato da Alfano al senatùr

ROMA - Non un'apertura, ma almeno un spiraglio che lascia sperare il Pdl. Per la prima volta Umberto Bossi lascia intendere che la corsa solitaria della Lega alle amministrative - che tanto danno potrebbe procurare alla segreteria di Angelino Alfano - potrebbe prevedere delle eccezioni. Parole che arrivano poche ore dopo l'ennesimo appello alla ragionevolezza lanciato da Alfano al senatùr. Saranno i prossimi giorni e alcune riunioni a sciogliere il nodo, a partire dal caso Verona.

Alfano: Rischiamo di favorire la Sinistra - E' direttamente Alfano ad auspicare - parlando nella veneta Portogruaro - che la Lega Nord possa fare delle «eccezioni» rispetto alla corsa in solitaria alle amministrative: «Noi speriamo che nelle prossime giornate o settimane si possano verificare, anche per decisione del segretario Bossi, delle eccezioni che possano evitare di consegnare importanti realtà del Nord alla sinistra. Con la separazione di Pdl e Lega rischiamo di favorire la sinistra». Il focus del segretario berlusconiano è dedicato proprio al Veneto: «E' chiaro che qui abbiamo una specificità ulteriore, ovvero che guidiamo assieme alla Lega tante amministrazioni compresa la Regione e speriamo che in talune circostanze si possa trovare davvero un'intesa». Per affrontare il delicato nodo di Verona, ad esempio, Alfano ha fissato nei prossimi giorni una riunione per stabilire la strategia da seguire con gli esponenti del partito che confluiranno in una lista civica che sosterrà il candidato sindaco leghista Flavio Tosi. Il Pdl, però, nei giorni scorsi aveva assicurato la convergenza con Fli e Udc su un nome unitario.

Bossi: In linea di massima corriamo da soli - Ma è Bossi, si diceva, a non chiudere del tutto la porta in faccia al Pdl. «Se ci sono le condizioni per una deroga - rileva l'ex ministro delle Riforme - la concederò ma diciamo che in linea di massima andiamo da soli. Corriamo da soli perché non siamo d'accordo con la politica di Berlusconi: lui sta al governo, noi non possiamo». Il ragionamento del leader del Carroccio è accompagnato dall'ormai consueto affondo contro il Cavaliere: «Ha contribuito a fare danni notevoli, vedi le pensioni e le espropriazioni ai Comuni dei loro soldi: è il contrario del federalismo. Il federalismo lo abbiamo fatto grazie ai voti di Berlusconi ma questo Governo ha bloccato tutto».