2 aprile 2020
Aggiornato 06:30
Amministrative 2012 | Palermo

Palermo, clima rovente in vista della campagna elettorale

Borsellino ricorre ai Garanti. Si incrina il rapporto Costa-Terzo polo: Stiamo lavorando con la coalizione ad un progetto di cose concrete, vere e semplici da fare. Duro Pistorio (MPA): Costa pensi ai problemi della città più che ai moderati

PALERMO - In un clima arroventato dalle polemiche sorte intorno ai presunti brogli alle primarie del centro sinistra, continua a Palermo la marcia delle diverse coalizioni verso le elezioni comunali del 6 e 7 maggio. Ieri sera l'europarlamentare del Pd Rita Borsellino, sconfitta alle consultazioni di domenica scorsa vinte da Fabrizio Ferrandelli, si è appellata al Collegio dei garanti affinché venga accertato che l'esito delle primarie non sia stato falsato da atti irregolari.
Nel pomeriggio la Procura di Palermo ha indagato una rappresentante di lista della lista di Ferrandelli che insieme al marito, anche lui indagato, avrebbe commesso irregolarità nel seggio del popolare quartiere Zen. Il vincitore delle primarie, dal canto suo, si è difeso sostenendo di non aver tratto nessun vantaggio dal voto allo Zen, e di aver conosciuto la rappresentante di lista quando questa svolgeva lo stesso compito per Leoluca Orlando alle primarie del 2007.

Si incrina il rapporto Costa-Terzo Polo - Intanto, sul fronte del Terzo Polo, qualcosa rischia di incrinare il rapporto tra il candidato Massimo Costa e la coalizione, composta da Fli, Mpa e Grande Sud, che lo appoggia. Ai vertici regionali di Futuro e libertà, infatti, non piace l'apertura al Pdl mostrata ieri dal giovane candidato, che ha definito «ben accetto» il Popolo della libertà qualora decidesse di convergere sul suo programma. Carmelo Briguglio, coordinatore regionale di Fli, in serata ha dichiarato «impossibile che Fli accetti il Pdl nella coalizione che lo sostiene nella candidatura a sindaco. Se Costa ci ha ripensato - ha detto Briguglio - ne prenderemo atto e ne trarremo le conseguenze politiche».
A restare ancora un'incognita, infine, è ancora la posizione del Pdl. Se ieri sembrava il giorno dell'ufficializzazione della candidatura di Francesco Cascio, tutto è sfumato a causa di impegni del segretario del Pdl Angelino Alfano che non ha potuto prendere parte al vertice romano da cui sarebbe uscito il nome del candidato a Palazzo delle Aquile.

Costa: Il patto è sul progetto - «Il patto è su un progetto di cose da fare, ed è su quello che mi devo confrontare con i cittadini». Così il candidato sindaco per il Terzo Polo, Massimo Costa, intervistato da TM News, commenta i recenti sviluppi che vedrebbero una sua possibile apertura nei confronti del Popolo delle Libertà, «bacchettata» ieri sera dal coordinatore regionale di Fli Carmelo Brigulio come «un'ipotesi impossibile».
«Stiamo lavorando con la coalizione ad un progetto di cose concrete, vere e semplici da fare - ha detto Costa -. Siamo concentrati su questo, e molto meno sulle alchimie. E' un progetto inclusivo che si rivolge a tutti i cittadini».
Sulla situazione del centro sinistra a Palermo, travagliato da contrasti e polemiche dopo le primarie di domenica scorsa che hanno sancito la vittoria di Fabrizio Ferrandelli, Costa ha detto: «Sono problematiche che non riguardano il progetto che mi riguarda. Ho molto rispetto dei partiti e delle persone, non faccio valutazioni che non mi competono. Osservo tutto, studio, e sono concentrato solo su ciò che mi riguarda».

MPA: Costa pensi ai problemi della città più che ai moderati - «Sappiamo bene che Massimo Costa è un ragazzo brillante e risolve problemi, ma quello della ricomposizione dell'area moderata mi pare fuori dalla sua portata. È meglio che Costa si concentri sul programma per Palermo, che mi pare già un impegno molto oneroso anche per un giovane dalle grandi risorse come lui». Lo ha affermato il senatore Giovanni Pistorio, presidente del Gruppo Misto a Palazzo Madama ed esponente del Movimento per le autonomie.
«Per quanto concerne l'area moderata - prosegue Pistorio - non so bene cosa s'intenda. Noi Autonomisti, per esempio, non siamo affatto moderati nel difendere gli interessi della nostra terra, che il Pdl siciliano, a Roma come a Palermo, ha tradito».

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