31 marzo 2020
Aggiornato 08:00
La Sentenza della Corte dell'Aja

Stragi naziste, Berlino vince il ricorso: Bloccate le indennità

La Corte internazionale di giustizia dell'Aja ha dato ragione a Berlino, accogliendo il ricorso della Germania contro l'Italia per il blocco delle indennità alle vittime dei crimini nazisti. Il Ministro Terzi: «Rispettiamo la Sentenza ma non ci fermiamo»

ROMA - La Corte internazionale di giustizia dell'Aja ha dato ragione a Berlino, accogliendo il ricorso della Germania contro l'Italia per il blocco delle indennità alle vittime dei crimini nazisti. Secondo la sentenza - la cui lettura è durata circa 80 minuti - «il rifiuto dei tribunali italiani di riconoscere l'immunità» della Germania per i reati commessi dal Terzo Reich «costituisce una lesione degli obblighi nei confronti dello stato tedesco».
La Corte ha recepito tutti i punti di ricorso presentati dalla Germania che accusava l'Italia e il suo sistema giudiziario di «venire meno ai suoi obblighi nei confronti dell'immunità di uno stato sovrano come la Germania in virtù del diritto internazionale». L'Aja ha poi concordato con la richiesta di Berlino di «ordinare all'Italia di prendere tutte le misure necessarie» affinché le decisioni della giustizia italiana che contravvengono alla sua immunità siano «prive d'effetto» e che i suoi tribunali «non pronunzino più sentenze su simili casi».

Il contenzioso tra Italia e Germania alla Corte dell'Aja era iniziato nel dicembre 2008, quando Berlino decise di ricorrere contro la sentenza della Cassazione che aveva condannato il governo tedesco a pagare i danni alle parti civili nei processi per l'eccidio nazista del 29 giugno 1944 in provincia di Arezzo a Civitella, Cornia e San Pancrazio, dove vennero trucidati 203 civili, in gran parte donne e bambini. La sentenza era un precedente storico: nessun altro paese al mondo aveva mai intentato cause di risarcimento nei confronti della Germania, proprio per via della clausola dell'immunità giurisdizionale.
Il procedimento portò, fra l'altro, all'iscrizione di un'ipoteca giudiziaria su Villa Vigoni, centro culturale italo-tedesco in provincia di Como. Poi la sentenza dell'Aja, intervenuta a cambiare le cose: il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha fatto sapere che l'Italia «rispetta» il verdetto della Corte internazionale di giustizia anche se «i suoi contenuti non coincidono con le sue posizioni e al tempo stesso intende proseguire ad affrontare insieme alla Germania tutti gli aspetti che derivano dalle dolorose vicende della Seconda Guerra Mondiale».

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal