13 agosto 2020
Aggiornato 07:30
Politica & Inchiesta | Il caso Mills

Mills, sfuma la mobilitazione pro Berlusconi: «Non alzare la tensione»

Non ci sarà nessun evento sabato davanti al palazzo di Giustizia di Milano. L'ex Premier frena i «falchi». Sullo sfondo il ruolo del Colle, i dissidi interni e il rischio flop per la manifestazione

ROMA - Adesso, ufficialmente, sono tutti pronti a giurare che la manifestazione non è mai stata realmente in programma. Che sì, certo, qualcuno ci aveva pensato a mobilitare il popolo del Pdl a favore di Silvio Berlusconi «perseguitato» dai quei giudici di Milano disponibili a sfidare il tempo (e la prescrizione) pur di condannarlo per il processo Mills. C'è anche chi, come il coordinatore Denis Verdini, si spinge a spiegare in una nota che in realtà si è trattato piuttosto di una «ondata dal basso»: mail su mail arrivate a via dell'Umiltà per sollecitare una manifestazione pro-Cav. E che l'ex premier ringrazia, «commosso», ma che no, non ci sarà nessun evento sabato davanti al palazzo di Giustizia di Milano.

Si temevano «rigurgiti» anti-montiani - Questa volta, a differenza di quanto accaduto in passato, non si arriva al punto di accusare i giornalisti di aver avuto eccessiva fantasia. E non c'è da stupirsi visto che, almeno fino a ieri, la manifestazione (ispirata da Ghedini) nell'agenda dei dirigenti pidiellini c'era eccome. Confermata sia da chi era convinto dell'utilità di scendere in piazza, che da chi mostrava perplessità, anzi di più, imbarazzo. Imbarazzo condiviso - viene spiegato - sia da molti esponenti più filo-governativi preoccupati da eventuali rigurgiti anti-montiani, sia viceversa da molti ex An in difficoltà all'idea di non poter inserire nella piattaforma proprio il dissenso verso esecutivo dei Professori.
A pesare nella scelta di lasciar perdere, tuttavia, non sarebbero stati soltanto i distinguo di sensibilità all'interno del Pdl su cui, peraltro, avrebbe avuto un ruolo anche il segretario Angelino Alfano che appena ieri si era spinto un po' oltre definendo il sostegno del Pdl a Monti con «meno se e meno ma».

L'ex Premier «frena» i falchi - Sarebbe stato lo stesso Cavaliere alla fine, viene spiegato, a placare gli animi dei più combattivi. L'ex premier - raccontano alcune fonti - nei giorni scorsi si sarebbe sfogato contro l'accanimento dei pm di Milano, dicendosi addirittura «stupito» dal fatto che i cittadini non si scandalizzassero e scendessero in piazza di fronte a tale uso politicizzato della giustizia, arrivando anche a chiamare in causa il ruolo di garanzia del Colle. Non c'è dubbio, d'altra parte, che una parata anti giudici davanti al palazzo di Milano non sarebbe passato inosservato dal Quirinale. A consigliargli nuova prudenza - sostengono esponenti del partito di via dell'Umiltà - sarebbe stata dunque anche la decisione di considerare ammissibile la richiesta di ricusazione dei giudici e dunque un dilatamento dei tempi del processo che non impatterebbe con lo scorrere della prescrizione. Ma c'è anche chi sostiene che a incidere sulla decisione sia stato anche il rischio di non riuscire a portare in piazza un numero sufficiente di persone in un così breve tempo. E un flop, di certo, è l'ultima cosa che il Pdl si può permettere in questo periodo di sondaggi al ribasso e di amministrative alle porte.