28 febbraio 2020
Aggiornato 00:30
Politica & Inchieste | Il caso Mills

Mills chiodo fisso di Berlusconi. Il Pdl lavora a una manifestazione di sostegno

Forse sabato a Milano. Ma le «colombe» premono: Non sia contro Monti. E domani a Berlusconi toccherà di nuovo varcare il portone del Tribunale proprio per partecipare a una nuova udienza di quel processo Mills che procede sul filo della prescrizione

MILANO - Quello che pensa, Silvio Berlusconi lo ha detto un po' in tutte le salse. Ossia che il processo Mills è fondato sul nulla, che va avanti solo per la volontà persecutoria dei pm milanesi nei suoi confronti. Più o meno le stesse parole messe nero su bianco nella richiesta di ricusazione dei giudici (dichiarata ammissibile). L'ex premier parla di procedimento «a senso unico» in cui i pubblici ministeri hanno derubricato come «inutili» le prove prodotte dalla difesa. E domani al Cavaliere toccherà di nuovo varcare il portone del Tribunale proprio per partecipare a una nuova udienza di quel processo Mills che procede sul filo della prescrizione. Raccontano che il Cavaliere sia angosciato, che più che mai l'esito del procedimento rappresenti un chiodo fisso per lui.

Il Pdl lavora a una manifestazione di sostegno - Non è un caso se ieri persino il capogruppo alla Camera, Fabrizio Cicchitto, notoriamente favorevole al sostegno al governo, sia arrivato a legare le sorti dell'Esecutivo Monti a quanto avverrà nell'aula del tribunale di Milano. E' nata anche così - nei giorni scorsi - l'idea di dare vita a una manifestazione che riporti in piazza il Pdl. A chiederla, viene spiegato, sarebbero stati gli avvocati Ghedini e Longo e, soprattutto, lo stesso Berlusconi. Dovrebbe tenersi sabato nel capoluogo lombardo. «Il giorno - spiega il coordinatore regionale, Mario Mantovani - sarà confermato nel corso di una riunione che si terrà mercoledì a Roma e che servirà anche a decidere dove». E' probabile che alla fine la scelta ricada sul piazzale del palazzo di giustizia. Ma da definire non c'è solo la 'location'. Nel partito il dibattito è aperto soprattutto sulla 'piattaforma'. D'altra parte sono tempi difficili per il Pdl, sempre più diviso tra falchi che non vedono l'ora di staccare la spina al governo Monti e colombe che continuano a ripetere che al momento non c'è alternativa. Distinguo che di fatto hanno finito per riflettersi anche nell'organizzazione della mobilitazione. Tanto che qualcuno tra i filo-governativi non nasconde anche un certo «imbarazzo».

Le «colombe» premono: Non sia contro Monti - L'idea iniziale sarebbe stata quella di una parata anti giudici simile ad altre che già si sono svolte in passato davanti al palazzo di giustizia. Manifestazione che però, in questi termini, difficilmente potrebbe passare inosservata al Quirinale. Tuttavia a via dell'Umiltà si sta cercando di dare un profilo più ampio, qualcosa che sia in grado di dimostrare che c'è ancora un vasto elettorato pronto a scendere in piazza a sostegno tout court di Berlusconi e del partito ma senza chiamare in causa il governo. Anche perché, come spiega una colomba, «una manifestazione contro Monti in questo momento non avrebbe senso».