4 agosto 2020
Aggiornato 13:30
Giustizia | Processo Mills

Berlusconi: Ai Giudici di Milano non interessano le prove

La dichiarazione di ricusazione depositata in Corte d'Appello a Milano. La Procura Generale: Respingere la ricusazione

MILANO - «L'argomentazione utilizzata dai giudici secondo cui l'esame dei testi a difesa sarebbe divenuta superflua in conseguenza dei soli testi d'accusa ha svelato un completo disinteresse per il contributo probatorio apportabile dalla difesa. Non si spiega come tali prove possano essere divenute superflue senza che fosse intervenuta alcuna modifica della situazione processuale». E' uno dei passaggi della dichiarazione di ricusazione dei giudici che si occupano del processo per il caso Mills preparata dagli avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo e firmata dall'imputato di corruzione in atti giudiziari Silvio Berlusconi.
Il riferimento è ai testimoni Camaggi, Marcucci, Gironi e Briatore che prima erano stati decisi e poi revocati dal collegio della decima sezione penale presieduto da Francesca Vitale.
Nella dichiarazione di ricusazione l'ex premier e i suoi legali accusano i giudici di subordinare l'assunzione della prova alla necessità di finire il processo entro un termine prestabilito per evitare la prescrizione.

La Procura Generale: Respingere la ricusazione - Il sostituto procuratore Laura Bertolè Viale chiede ai giudici della Corte d'appello di respingere per inammissibilità o nel merito la dichiarazione di ricusazione presentata da Silvio Berlusconi nei confronti dei giudici del processo Mills dove l'ex premier risponde di corruzione in atti giudiziari.
La decisione spetterà ai giudici della prima sezione della Corte d'appello e non come normalmente accade ai colleghi della quinta sezione. Lo ha deciso il presidente Giovani Canzio perché alla quinta sezione adesso lavorano Francesca Vitale, presidente del collegio Mills attualmente in corso e Pietro Caccialanza, che fece parte del collegio che condannò Mills in primo grado.