1 febbraio 2023
Aggiornato 11:01
Relazione semestrale della DIA

Rifiuti, la Camorra ne ostacola la raccolta

In Campania si moltiplicano gli intrecci con la politica e l'economia. «Paradigmatica» la vicenda della discarica di Chiaiano, la cui bonifica era stata «contrattualmente prevista e presuntivamente eseguita nel 2008 da due imprese, poi risultate in rapporti d'affari con il clan Mallardo di Giugliano e con il gruppo Zagaria appartenente al clan dei casalesi»

ROMA - La camorra continua ad ostacolare la raccolta dei rifiuti e, contemporaneamente, si è «insinuata con le proprie proiezioni imprenditoriali nei meccanismi istituzionali preposti alla risoluzione del problema». Lo scrive la Dia nella relazione semestrale riferita a gennaio-giugno 2011, nella quale la direzione investigativa antimafia cita come «paradigmatica» la vicenda della discarica di Chiaiano, la cui bonifica era stata «contrattualmente prevista e presuntivamente eseguita nel 2008 da due imprese, poi risultate in rapporti d'affari con il clan Mallardo di Giugliano e con il gruppo Zagaria appartenente al clan dei casalesi».
Inoltre, lo smaltimento dei rifiuti tossici «si realizza grazie alla collusione esistente tra camorra, settori deviati della politica locale e mala imprenditoria».

Trasversalità delle organizzazioni - In Campania, procede la Dia, «l'elemento di rischio più evidente», dovuto alla presenza di un «intricato coacervo di sodalizi camorristici», è rappresentato «dalla trasversalità delle organizzazioni, in genere dotate di strutture flessibili» che le consentono una «crescente capacità di infiltrazione nel sistema economico-produttivo della regione». E in Campania, più che altrove in Italia, si verifica un moltiplicarsi di «intrecci e commistioni che inquinano la vita politica ed economica - prosegue la Dia - degli enti locali, permettendo alla camorra di controllare, in alcune aree della regione, le diverse forme di intervento pubblico», dimostrando come la criminalità sia sempre più incline «alla creazione di comitati d'affari costituiti da amministratori locali, imprenditori, professionisti e criminali».
Inoltre, i sodalizi camorristici hanno «acquisito capacità di intervento sempre più articolate e differenziate, come è possibile dedurre dall'analisi delle segnalazioni Sdi riguardanti il riciclaggio e l'impiego di denaro».