25 gennaio 2022
Aggiornato 09:00
Dopo il no alla manovra e alla fiducia

Di Pietro: L'IdV voterà sì a misure eque e di crescita

«Ma a giugno si può e si deve votare. Meglio se con una nuova legge elettorale, che cancelli nelle prossime settimane il Porcellum, rafforzando il bipolarismo»

ROMA - Dopo il no alla manovra e alla fiducia che ha segnato lo strappo dalla maggioranza al Governo Monti, Italia dei Valori potrebbe dire sì a misure proposte dall'esecutivo in nome di equità e crescita. Fermo restando l'obbiettivo politico primario di elezioni anticipate entro l'estate, meglio se precedute da una riforma elettorale che cancelli nelle prossime settimane il Porcellum, rafforzando il bipolarismo.

«Se si concentrerà su equità e sviluppo - ha detto Di Pietro sui provvedimenti in cantiere per la 'fase due' del governo Monti li voterei, dopo aver letto le carte. Una cosa ho capito: mai dire gatto se non ce l'hai nel sacco. Sono come San Tommaso e non come Santa Lucia. Santa Lucia, non vedendoci, poverina, è costretta a votare al buio. Io la rispetto, così come rispetto il Pd che ha detto sì alla manovra prima ancora di leggerla: solo, mi comporto diversamente».

Quanto alla durata del governo Monti, «non sono un indovino e - ha risposto Di Pietro - non dipende da me. So che ora c'è una totale sospensione della democrazia parlamentare, necessaria e necessitata da una fase di emergenza, alla quale si aggiunge l'emergenza di cambiare la legge elettorale. Bene. Da giugno, però, si può e si deve andare alle elezioni».

Con «l'auspicio» di una nuova legge elettorale in vigore. E l'avvertimento che «la cosa più ingiustificata sarebbe quella di modellarla sulla base di interessi personali o partitici, si farebbe l'errore del Porcellum». Perchè «ho imparato da Arturo Parisi, persona degna di ogni stima, che è un bene che ci sia un sistema bipolare in cui si scelga coalizione, programma e candidato premier».