19 gennaio 2020
Aggiornato 23:30
Intervista al quotidiano «Repubblica»

UE: Prodi, serve una rifondazione, il progetto dell'Euro va portato a termine

L'ex Presidente della Commissione europea: «Occorre che la Bce sia autorizzata a fare il proprio lavoro, come la Fed. Che gli eurobond consentano non solo di difendere il debito, ma anche di rilanciare gli investimenti, garantiti dall'oro delle banche centrali nazionali. Errori madornali di Parigi e Berlino. La crisi travolgerà i loro leader»

ROMA - «Dobbiamo prendere atto dell'incompiutezza di quel progetto e portarlo a termine. Siamo di fronte alla necessità di una rifondazione». L'ex presidente della Commissione Ue Romano Prodi è tornato a sottolineare con forza la necessità di un rilancio dell'unione economica della Ue che coroni e non faccia affatto arretrare dal percorso avviato dalla nascita dell'Euro

Il ruolo della BCE - «Una moneta comune - ha sottolineato in una intervista a Repubblica - va difesa con strumenti comuni. Occorre che la Bce sia autorizzata a fare il proprio lavoro, come la Fed. Che gli eurobond consentano non solo di difendere il debito, ma anche di rilanciare gli investimenti, garantiti dall'oro delle banche centrali nazionali». D'altra parte «anche allora - ha ricordato a proposito degli anni in cui da Premier italiano contribuì alla fondazione dell'Euro- andavo dicendo che non si poteva avere una politica monetaria unica senza una politica economica comune». Ma già allora furono Germania e Francia a frenare. «la reazione,di Kohl come di Chirac - ha detto Prodi - fu netta: meglio rinviare la fase due...».

Le colpe francesi e tedesche - Oggi però, a giudizio di Prodi, Parigi e Berlino hanno colpe ben più gravi nei confronti della UE e della moneta comune. «Questo direttorio a due - ha denunciato- ha rovinato l'Europa». Tanto più che «in realtà a comandare è solo la Germania» con «Berlino che insegue solo il suo interesse immediato» mentre «Parigi che ha voluto contenere da sola la Germania senza averne il peso».
Ma «la crisi economica dell'Europa che è ormai inevitabile - ha avvertito Prodi all'indirizzo dei governanti dei due Paesi di testa della Ue- si scaricherà su quelli che, a torto o a ragione, hanno avuto la pretesa di dirigerla». E «come si sono dovuti cambiare i dirigenti dei Paesi perdenti, gli errori che si stanno accumulando sono talmente madornali che si finirà per cambiare anche quelli dei Paesi cosiddetti forti».