26 ottobre 2020
Aggiornato 02:00
Parlamento | Riforme istituzionali

Riforme, il Senato approva mozione per il taglio del numero dei Parlamentari

Mozione con un'insolita doppia paternità, quella dell'ex ministro della Lega Roberto Calderoli e della capogruppo del Pd Anna Finocchiaro. Ceccanti: «Bisogna fare qualcosa e farlo in maniera condivisa»

ROMA - Il Senato ha approvato questa sera, con l'astensione del Terzo polo, una mozione con un'insolita doppia paternità, quella dell'ex ministro della Lega Roberto Calderoli e della capogruppo del Pd Anna Finocchiaro. In buona sostanza, la mozione impegna il governo e il Parlamento a portare avanti quella che, per Calderoli, è «l'unica riforma ancora possibile», ovvero il taglio dei parlamentari.

«Almeno sull'ultima riforma che ancora si poteva realizzare in quest'ultima fase della legislatura, quella della diminuzione dell'attuale numero dei parlamentari, il Senato ha battuto un colpo, un colpo importantissimo, passando dalle parole ai fatti. Non posso che essere esprimere tutta la mia soddisfazione - ha detto Calderoli - per il fatto che la questa mozione sia riuscito a sensibilizzare il Parlamento su un tema così importante, chiestoci a gran voce dai cittadini. In un momento di grande difficoltà la politica, con questo voto, lancia un segnale importante ai cittadini?». Sullo stesso tono anche il senatore del Pd, Stefano Ceccanti, secondo cui «qualcosa va fatto e va fatto con condivisione per ridurre il numero dei parlamentari e rendere il sistema più efficiente».

In realtà, la discussione di oggi è stata piuttosto complessa, e ha ripreso il refrain di un altro passaggio parlamentare dell'ultimo periodo del governo Berlusconi, ovvero quando il Senato, con una doppia mozione incrociata, approvò l'urgenza della riduzione del numero di parlamentari, ma la inquadrò in una più organica riforma del sistema Stato, allora chiamato ddl Calderoli. Oggi come allora il tema è sempre quello. Come ha detto il vicepresidente dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello, «se nelle istituzioni ci sono sprechi o privilegi è giusto che questi vengano riformati, soprattutto in un momento in cui vengono chiesti ai cittadini pesanti sacrifici», ma la politica deve essere «innanzi tutto in grado di proporre un progetto alto di auto-riforma che passi attraverso le istituzioni». «Modifichiamo dunque i regolamenti parlamentari e rivediamo - ha chiesto Quagliariello - un bicameralismo inefficiente,In questo contesto, la riduzione del numero dei parlamentari non è in contrapposizione con la riforma istituzionale, ma ne è parte integrante».

Ciò detto, la palla passa adesso di nuovo alla commissione Affari Costituzionali, dove giacciono da mese svariati ddl sula riduzione del numero dei parlamentari. Il primo e il più importante è stato firmato, dopo l'estate, da tutti i capigruppo di palazzo Madama e di questo il Senato ha già votato l'urgenza, dimezzando quindi i tempi di approvazione.