30 marzo 2020
Aggiornato 19:30
Caso Lea Garofalo, la Sentenza nel luglio prossimo

Sciolta nell'acido, la Corte decide un fitto calendario udienze

E' serratissimo il calendario del processo per l'omicidio di Lea Garofalo fissato dai giudici della Prima Corte d'assise, presieduta da Anna Introini che ha sostituito Filippo Grisolia, diventato capo di gabinetto al ministero della Giustizia. Severino: Il Processo sarà in tempi rapidi

MILANO - E' serratissimo il calendario del processo per l'omicidio di Lea Garofalo fissato dai giudici della Prima Corte d'assise, presieduta da Anna Introini che ha sostituito Filippo Grisolia, diventato capo di gabinetto al ministero della Giustizia. Al termine dell'udienza di oggi, Introini ha comunicato che il processo riprenderà al 19 dicembre, poi, dopo la pausa natalizia, a gennaio si tornerà in aula il 10, 16, 20, 23, 27, 31, a febbraio il 2,3,7,9,13,14,20,27, a marzo l'1, 5,9,26,29,30. Le udienze così ravvicinate si giustificano col tempo che sarà «perso» per riascoltare i testimoni già sentiti dopo che è cambiata la composizione del collegio e i difensori non hanno dato il consenso a «salvare» le deposizioni già avvenute, tra cui quella di Denise, la figlia della vittima, parte civile contro il padre, Carlo Cosco.

Tutti i testimoni dovranno essere risentiti daccapo, ha precisato stamane Introini leggendo l'ordinanza, e non basterà quindi che diano il loro consenso all'utilizzo dei verbali già compilati con le testimonianze, come una giurisprudenza ormai superata consentiva in passato. Se i testi dovessero fare dichiarazioni diverse rispetto alla prima versione prevarrebbe la seconda. «Speriamo che entro luglio si arrivi a una sentenza di primo grado», auspicano i legali delle parti civili.

«La difesa ha esercitato la sua facoltà - ha spiegato Roberto D'Ippolito, avvocato della madre e della sorella di Lea Garofalo - ma purtroppo il rischio concreto è quello che gli imputati tornino in libertà, e su questo bisognerà vigilare. I familiari sono rimasti sconcertati da questa decisione e per Denise tornare in aula sarà una nuova sofferenza - ha continuato - ma hanno reagito tutti con molto vigore». La ragazza, 19 anni, verrà riascoltata durante una delle prossime udienze, così come gli altri testimoni che hanno già deposto nelle scorse cinque udienze.

Nel processo sono imputate sei persone. Il difensore di una di loro è Vincenzo Minasi, penalista arrestato ieri nell'operazione anti - 'ndrangheta condotta dalle Dda di Milano e Reggio Calabria.

Severino: Il Processo sarà in tempi rapidi - «A seguito della richiesta avanzata da alcuni parlamentari, ho constatato che il fitto calendario di 20 udienze entro il prossimo marzo fissato oggi dalla prima Corte di Assise di Milano presieduta da Anna Introini dovrebbe assicurare una celebrazione del processo in tempi rapidi, tali da riassorbire le conseguenze del mutamento nella composizione del collegio». Lo precisa la ministra della Giustizia, Paola Severino, in merito al processo a carico di presunti esponenti della 'ndrangheta accusati di aver sciolto nell'acido Lea Garofalo.
«D'altronde, già prima che il dottor Filippo Grisolia assumesse l'incarico di capo di gabinetto del ministero della Giustizia, era stata verificata dalla presidenza del Tribunale la possibilità di una immediata sostituzione», aggiunge.
«Sotto il profilo umano - sottolinea ancora Severino - rimane il profondo disagio e la sincera vicinanza a una testimone, Denise, che ha già subito violenze psicologiche e che vedrà rinnovato il suo dolore quando sarà nuovamente chiamata innanzi alla Corte di Assise. A tale proposito auspico che la legge, anche nell'interpretazione della giurisprudenza più recente, permetta di trovare un giusto equilibrio tra l'enorme sacrificio che in ogni caso si chiederà al testimone e l'esercizio dei diritti della difesa. Del resto - conclude la guardasigilli - il rientro in ruolo del dottor Grisolia dopo la delibera del Csm determinerebbe ulteriori ritardi».

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