25 febbraio 2020
Aggiornato 13:30
Il Foglio attacca i 3 Segretari

Ferrara: Le vergogne del Governo che non c’è

L’elefantino nota che non a caso le riunioni che «ci sono ma non bisogna dirlo» si svolgono nei corridoi sotterranei di Palazzo Giustiniani, il palazzo che ospitava la massoneria

ROMA - Eccoci dunque con i rendimenti raddoppiati dei titoli a breve, una piccola catastrofe ingigantita dalla mortifera situazione borsistica, e con Lady Spread che scorrazza per ore oltre quota cinquecento, tranquilla, elegante e molto eloquente. Invece siamo nel fondo di un pozzo politico dal quale risalire sarà arduo». Lo scrive Giuliano Ferrara sul Foglio.

Giuliano Ferrara: la maggioranza tripartita si vergogna di esistere - «Una maggioranza tripartita che si vergogna di esserlo (nata com'è all'insegna della rinuncia alla sovranità politica democratica), che combina vertici segreti a Palazzo Giustiniani (il luogo giusto, il palazzo della Massoneria) con il Preside del consiglio di facoltà, un tris di segretari impotenti (Bersani, Alfano, Casini) che passa da dietro, dalle porte laterali, per non farsi sorprendere». Lo scrive Giuliano Ferrara sul Foglio in edicola domani.

I mercati hanno bisogno di un governo nei pieni poteri - «Ai mercati - prosegue - non interessa un governo tecnico, con la democrazia sospesa e la politica impiccata. La crisi di fiducia riguarda l'Europa e il governo dell'euro, cosa che questo giornale in corsa solitaria contro il luogo comune fazioso antiberlusconiano ha ripetuto per mesi. La situazione è surreale e drammatica.

Il compromesso storico al confronto fu un gigante rispetto al nano-compromesso di oggi - «Negli anni Settanta - ricorda Ferrara - con l'emergenza economica e l'emergenza terrorismo fu praticato il compromesso storico. Una cosa grande, a confronto con questo tripartitismo di sottogoverno che si presenta in scena e si annuncia nel peggiore dei modi. Il dramma continua, e lo si recita come fosse una farsa. Un Monti impacciato fa il bravo scolaretto davanti ai due già ilari direttori didattici dell'Europa virtuosa, il ritmo della danza è pachidermico, e tutti stanno zitti, tutti giocano ai finti tonti, ai sobri, ai lodenvestiti che tra una Trilateral e l'altra stanno facendo strame di un paese imbocconito».