17 ottobre 2019
Aggiornato 20:30
Per il Ministro dell’Ambiente bisogna svuotare le zone più a rischio

Corrado Clini: il clima è cambiato, cambiamo le regole

Intanto i Verdi accusano: a Messina nuova strage di Stato. Bonelli: in pochi giorni 30 morti e non si è fatto nulla. Lo Monte(Mpa): Monti venga in Sicilia e sblocchi gli aiuti. Napolitano: non più eludibile una attenta opera di prevenzione e una accurata azione di vigilanza

ROMA - «L'evento di Messina ha messo ancora una volta in evidenza come i fattori di rischio per la popolazione dovuti al clima sono rilevanti ed è per questo che occorre concentrare le risorse per fare prevenzione, ovvero per intervenire sui fattori che nel suolo possono diventare causa dei disastri anche perché questi eventi rischiano di far tornare attuali anche epidemie e malattie infettive che pensavamo essere scomparse dal nostro territorio». Lo ha affermato il neo ministro dell’Ambiente Corrado Clini.

Clini: il clima è cambiato, cambiamo le regole - «Occorre cambiare le regole il clima è cambiato», ha spiegato il ministro dell'Ambiente dopo la nuova ondata di maltempo che ha provocato ancora danni in Sicilia e Calabria e vittime nel messinese. Il ministro è intervenuto al Forum Risk Management di Arezzo, portando il suo saluto, e ha sottolineato l'urgenza di aggiornare la mappa di tollerabilità del territorio, concentrare le risorse per la prevenzione e svuotare le zone più esposte, senza dimenticare come le politiche per la sicurezza dell'ambiente e quelle per la salute devono procedere di pari passo.

I dati storici sul clima non sono più attendibili - Il ministro ha poi indicato i principali fattori sui cui si dovrà intervenire. In primis Clini ha spiegato che bisogna cambiare l'approccio e le regole perché «i dati storici sul clima su cui ci siamo basati fino ad oggi non sono più attuali perché quelli che prefiguravano una certa intensità di pioggia e frequenza di eventi climatici estremi ora sono cambiati. Quaranta anni fa avevamo disegnato sistemi fognari sulla base di un certo regime di pioggia ma ora dobbiamo ripensarli perché il regime è cambiato».

Angelo Bonelli (Verdi): i morti valgono più dello spread - Il maltempo uccide, i Verdi insorgono: è colpa della politica. «Continua la strage di Stato - accusa in una nota Angelo Bonelli, presidente del partito ecologista - nell'indifferenza della politica, politica rispetto alla quale le persone che muoiono sotto il fango non valgono l'allarme provocato dalla parola 'spread'. E' drammatico constatare che in pochi giorni hanno perso la vita sotto il fango oltre 30 persone senza che non una iniziativa concreta sia stata presa».

Lo Monte (Mpa): Monti venga in Sicilia - Il presidente del Consiglio dovrebbe recarsi nelle zone del Mezzogiorno colpite dall'ondata di maltempo: lo scrive Carmelo Lo Monte, capogruppo del Movimento per le autonomie alla Camera in una lettera inviata oggi a Mario Monti. «Ancora una volta - scrive l'esponente autonomista - in provincia di Messina vi sono state inondazioni, crolli di costoni di montagna e straripamenti di fiumi che hanno portato con sé un tragico carico di perdite di vite umane e danni enormi all'economia e alle persone. Le eccezionali condizioni meteorologiche unite all'incuria e a un utilizzo spesso sconsiderato del territorio hanno determinato condizioni di grave pericolo permanente per intere zone del territorio messinese. A questo - osserva Lo Monte - si è unita anche una scarsa volontà di sbloccare i primi fondi per la ricostruzione e un'oggettiva diversificazione nel trattare analoghe situazioni di devastazione idrogeologica in parti diverse del territorio nazionale».

Una lettera per sbloccare gli aiuti alle zone colpite - «Mi permetto proprio per questo di chiederLe - dice il deputato rivolgendosi al presidente del Consiglio - un segnale di reale inversione di tendenza rispetto alle superficialità e alle diseguaglianze dei precedenti governi: venga in Sicilia a visitare le zone colpite da questi tragici avvenimenti e si impegni davanti a quelle popolazioni a sbloccare con immediatezza i finanziamenti necessari ad avviare un reale processo di messa in sicurezza del territorio. Una Sua presenza - conclude Lo Monte - darebbe il senso di una reale solidarietà del nuovo Governo nei confronti del Mezzogiorno e delle popolazioni colpite e ridarebbe alla nostra gente sicurezza e fiducia nelle istituzioni».

Napolitano: prioritarie la tutela dell’ambiente e la vigilanza - Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sta seguendo, in stretto contatto con il Dipartimento della Protezione Civile, le operazioni di soccorso nei Comuni della provincia di Messina colpiti dagli ultimi eventi alluvionali, che sono costati la vita a tre persone, di cui una in giovanissima età. Lo riferisce un comunicato stampa del Quirinale, aggiungendo che il presidente della Repubblica ha chiesto al Prefetto Alecci di rappresentare i suoi sentimenti di partecipe solidarietà e la sua vicinanza alle famiglie delle vittime e alle comunità colpite.
«Quest'altra tragedia ripropone l'esigenza assoluta, richiamata dal capo dello Stato proprio nella cerimonia al Quirinale dell'altro giorno dedicata alla tutela dell'ambiente ed alla salvaguardia del territorio, di adeguate e costanti politiche di prevenzione, a cui affiancare una puntuale azione di vigilanza e di controllo delle situazioni a rischio», aggiunge la nota del Quirinale.

Gabrielli: L'Italia non è pronta per affrontare emergenze di dissesti - Il capo della Protezione civile Franco Gabrielli ha presieduto a Catanzaro ad una riunione operativa sul maltempo che ha colpito la Calabria ed alla quale hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Regione Giuseppe Scopelliti, quello della Provincia Wanda Ferro ed il sindaco Michele Traversa, il prefetto di Catanzaro Antonio Reppucci, che è anche il coordinatore dei prefetti della regione.
L' ex prefetto di L'Aquila ha sostenuto che «dobbiamo cominciare ad esaminare due aspetti separati. C'è un problema che attiene alla prevenzione strutturale che implica risorse grandiose e tempi in un Paese in cui sono stati censiti oltre 400 mila sistemi franosi. E non so se il Paese in questo momento sia nella condizione di affrontare in maniera seria e soprattutto in maniera capillare questo tipo di problema».
«Poi - ha proseguito - c'è un aspetto che attiene alla prevenzione di protezione civile. Nessuno ci potrà mai perdonare il fatto che delle persone perdano la vita per eventi meteorologici. Questo tipo di intervento può essere fatto anche con costi non esorbitanti. Ci vuole l'impegno delle istituzioni ma anche della gente perchè la protezione civile non è solo un diritto ma anche un dovere. Ci vogliono comportamenti intelligenti di auto protezione - ha concluso - ma ci vuole anche un sistema che informi correttamente la popolazione su quanto sta avvenendo. Ma anche accettare eventuali allarmi presi per una cautela in più che dopo possono risultare spropositati».