2 marzo 2024
Aggiornato 21:00
La Sentenza del Tribunale di Roma

Delitto dell'Olgiata, Winston condannato a 16 anni

Per l'omicidio della contessa Alberica Filo della Torre. Prescritta l'accusa di rapina e concesse le attenuanti generiche. Presenti il marito della donna uccisa e i figli. Il lavoro del Ris e degli investigatori dei Carabinieri. Mattei: E' la fine di un incubo, ci aspettavamo più severità. Parte civile: Negligenza dei vecchi inquirenti. Difensori: Una Sentenza giusta

ROMA - Il filippino Winston Manuel Reyes è stato condannato a 16 anni in relazione all'omicidio della contessa Alberica Filo della Torre, avvenuto nel luglio del 1991.

Prescritta l'accusa di rapina e concesse le attenuanti generiche - Al filippino Winston il gup Massimo Di Lauro ha riconosciuto le attenuanti generiche e le ha considerate «equivalenti» alle aggravanti che era state contestate. Il pm Francesca Loy aveva chiesto, in sede di requisitoria, la pena dell'ergastolo. Il giudice ha anche tenuto prescritta l'accusa di rapina. Il giorno dell'omicidio furono rubati e non sono mai stati ritrovati alcuni gioielli della contessa Alberica.

Presenti il marito della donna uccisa e i figli - Hanno ascoltato la decisione del giudice e hanno poi lasciato il tribunale di piazzale Clodio senza rilasciare dichiarazioni. Il marito della contessa Alberica, l'imprenditore Pietro Mattei, è stato accompagnato dai figli, Manfredi e Domitilla. Il difensore di parte civile, l'avvocato Giuseppe Marazzita, ha spiegato: «Gli è stata riconosciuta una provvisionale di 100mila euro ciascuno. Ma viste le condizioni dell'imputato sarà ben difficile riuscire a prendere qualcosa».
Il legale che si occuperà del procedimento civile, Jacopo Squillante, ha sottolineato: «Qualsiasi cifra venisse recuperata, da questo ed altri procedimenti che saranno intentati per la difesa del buon nome della signora Alberica, verrà devoluta in favore di una fondazione di beneficenza».

Il lavoro del Ris e degli investigatori dei Carabinieri - A metà ottobre il tribunale del riesame ha respinto l'appello che era stato presentato dai difensori di Winston. I giudici della libertà hanno ritenuto che sussisteva ancora il pericolo di fuga, visto anche il lungo periodo in cui l'uomo è rimasto libero dopo il fatto. In merito alla dinamica di quanto avvenuto il collegio ha ritenuto che le ipotesi fatte dal consulente medico legale di parte, secondo cui la donna era morta per un incidente, «non sono tali da inficiare il presupposto della gravità indiziaria, ma al più incideranno sulla gravità della condotta: al momento non è lecito nutrire dubbi sulla volontà omicidiaria dell'imputato e di conseguenza sulla corretta qualificazione giuridica» dell'accusa.
Le accuse per Winston erano quelle di omicidio volontario e rapina impropria. Le intercettazioni relative alle indagini sul filippino, svolte tra il luglio e il settembre del 1991, sono complessivamente contenute in 14 bobine, ma solo 5 furono trascritte e tradotte. Winston, con un giaccone chiaro è parso visibilmente dimagrito. Risolutiva per la vicenda nel suo complesso è stato il lavoro del Ris e la ricostruzione degli investigatori della sezione omicidi di via In Selci, coordinati dal colonnello Bruno Bellini.
Gli esperti dell'Arma individuarono una traccia ematica del filippino sul lenzuolo con cui fu strangolata la Filo Della Torre. Tracce che poi alla fine delle analisi risultarono due, a cui poi si aggiunse anche quella sul Rolex che indossava la donna al momento dell'omicidio. Prima delle nuove analisi del Ris, disposte dal pm Loy, la Procura aveva chiesto l'archiviazione del caso. A quella decisione si era opposta la parte civile.

Mattei: E' la fine di un incubo, ci aspettavamo più severità - «E' finalmente finito un incubo, ma ci aspettavamo una condanna più severa». Così l'imprenditore Pietro Mattei, marito della contessa Alberica Filo della Torre, ha detto al suo legale, l'avvocato Giuseppe Marazzita, rispetto alla sentenza del gup che ha inflitto al filippino Winston Manuel Reyes sedici anni di reclusione con il rito abbreviato. «Speravamo che la sentenza fosse più pesante anche per le sofferenze che abbiamo dovuto patire per vent'anni. Oggi arriviamo a scrivere la parola fine e ad uscire da un incubo».

Parte civile: Negligenza dei vecchi inquirenti - «Esprimo soddisfazione perché finalmente un giudice ha scritto una verità definitiva su questa tragica vicenda. Esprimo altresì stupore per una certa mitezza della condanna in buona parte dipesa dalla scelta del rito abbreviato. A tal proposito faccio notare la sproporzione tra i 20 anni di sofferenza subiti dalla famiglia Mattei ed i 16 anni inflitti all'imputato. Sottolineo la molta amarezza che c'è per il fatto che le negligenze di precedenti pm e investigatori hanno portato alla prescrizione del reato di rapina». Così ha affermato l'avvocato Giuseppe Marazzita, difensore di parte civile e legale di fiducia di Pietro Mattei, marito della contessa Alberica Filo della Torre.

Difensori: Una Sentenza giusta - «Una sentenza giusta». Così gli avvocati Walter Biscotti e Nicodemo Gentile, difensori di Winston Reyes, hanno commentato la decisione del giudice del tribunale di Roma che ha condannato a 16 anni, con rito abbreviato, il loro assistito. «Con questa decisione sono state riconosciute le nostre argomentazioni difensive. Riteniamo che la condotta del nostro assistito sia stata valutata in modo positivo visto che il gup ha riconosciuto le attenuanti generiche». I difensori hanno poi sottolineato: «Fin dall'inizio di questa vicenda i familiari di Winston hanno avuto piena fiducia nella giustizia italiana e ora sono pronti a sostenere il loro congiunto in questa difficile fase».