Gasparri: Divulgare «Falce e Carrello», altro che distruzione
La decisione del Tribunale di Milano è assurda, organizzerò una nuova presentazione del libro
ROMA - Il presidente dei senatori Pdl Maurizio Gasparri invita a non dare seguito alla «sentenza incredibile e assurda» del Tribunale di Milano che ha ordinato il ritiro dalle librerie e la distruzione del libro Falce e carrello, annunciando l'intenzione di «fare di Falce e carrello un documento di libertà e di verità: affinché non solo non venga distrutto - ha sottolineato il capogruppo Pdl- ma diventi uno squarcio di verità che qualcuno vorrebbe nascondere».
«Non è il film Fahrenheit 451, e nemmeno l'estratto di un film di George Orwell - ha affermato Gasparri- ma una sentenza incredibile emessa dalla magistratura italiana che condanna Bernardo Caprotti, patron della Esselunga. Siamo di fronte ad una decisione assurda. Penso a cosa sarebbe successo se di fronte ad una sentenza si fosse ordinata la distruzione di un libro gradito alla sinistra. Saremmo alla rivolta di piazza. Invece questo intervento censorio avviene nel silenzio generale. Ma io non sto zitto e denuncio questa incredibile decisione: una lesione di principi costituzionali che devono tutelare la libertà di pensiero».
«Promuoverò - ha quindi annunciato il capogruppo Pdl- una presentazione ulteriore del libro Falce e carrello per denunciare ancora una volta questo fatto incredibile. Tra l'altro non sfuggirà che questa sentenza arriva in un momento in cui il mondo delle Coop rosse ritorna al centro di uno scandalo: nel modello Sesto, nelle consulenze che hanno girato attorno alle vicende di Penati sono spuntate ancora una volta le immancabili cooperative rosse. Qualcuno vuole che non si accerti la verità su questa galassia? Qualcuno non ha gradito gli interventi fiscali di equità decisi dal governo di centrodestra? «