25 aprile 2024
Aggiornato 13:00
«Manovra iniqua e penalizzante, va ritirata»

Napoli (Anci): «Alfano disponibile a modifiche su Comuni e tagli»

Il vicepresidente Del Riu: «abbiamo proposto la nostra contromanovra». Lunedì manifestazione dell'Anci. Ci saranno Alemanno, Pisapia e Tosi. Realacci: «Lunedì in piazza contro i tagli ai piccoli comuni»

ROMA - Al termine di un incontro a via dell'Umiltà con il segretario del Pdl, Angelino Alfano, e i capigruppo di Camera e Senato, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri, il presidente facente funzioni dell'Anci, Osvaldo Napoli, ha espresso soddisfazione e ha annunciato la «disponibilità di Alfano alle modifiche sui piccoli Comuni e sui tagli».
Il presidente dell'Anci ha comunque mostrato cautela: «Tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare, noi aspettiamo fatti concreti. Ma è positivo che siamo stati ascoltati e abbiamo detto quello che dovevamo dire con estrema chiarezza». Cauto anche Graziano Del Riu, vicepresidente Anci: «Fa piacere la disponibilità, noi abbiamo proposto la nostra contromanovra e consegnato gli emendamenti per il Senato, ora aspettiamo i fatti». Stesso considerazioni di Mario Guerra, coordinatore dei piccoli Comuni.

«Manovra iniqua e penalizzante, va ritirata» - Il direttivo dell'Anci ritiene la manovra «iniqua e penalizzante per il paese» e ne chiede «l'immediato ritiro». L'associazione dei comuni chiede una revisione urgente del patto di stabilità interno, «che mortifica l'autonomia degli enti».
L'Anci si impegna a presentare misure per la crescita finanziate con il recupero dell'evasione fiscale; un aumento dell'Iva; la dismissione di quote di partecipazioni statali, che lascino inalterato il controllo pubblico; e l'aumento dell'autonomia finanziaria dei comuni.
Proprio per presentare queste proposte, il direttivo dell'Anci ha chiesto un incontro al presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, invitando nel contempo tutti gli amministratori locali a partecipare alla manifestazione del 29 agosto a Milano.

Lunedì manifestazione dell'Anci. Ci saranno Alemanno, Pisapia e Tosi - I sindaci d'Italia, senza distinzione alcuna di colore politico, si troveranno lunedì a Milano per protestare contro i tagli imposti dall'ultima manovra del Governo di correzione dei conti pubblici. Alla manifestazione organizzata dall'Anci ci saranno infatti tanto il primo cittadino di Roma Gianni Alemanno (Pdl) quanto il collega di Milano Guiliano Pisapia, ex parlamentare del Prc. Non mancherà neanche il sindaco leghista di Verona Flavio Tosi così come quello di Torino Piero Fassino (Pd) e quello di Genova Marta Vincenzi (Pd). Hanno confermato la loro presenza all'auditorium Giorgio Gaber del Pirellone anche Graziano Del Rio di Reggio Emilia, Franco Tentorio di Bergamo, Giorgio Orsoni di Venezia e Virginio Merola di Bologna.
Molti anche i sindaci dei piccoli comuni, minacciati di sparizione, come il coordinatore nazionale dei piccoli comuni dell'Anci Mauro Guerra, il sindaco di Drizzona in provincia di Cremona Ivana Cavazzini, Enrico Borghi dei Comuni montani, Patrizia Nava di Brienno e tanti altri. Alla manifestazione hanno già annunciato la loro partecipazione anche il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, quello dell'Emilia Romagna Vasco Errani e il presidente della Provincia di Milano Guido Podestà.
Tra i motivi di malcontento c'è anche il patto di stabilità che continua a penalizzare duramente le possibilità di utilizzare anche le risorse che ogni comunità ha costruito nel tempo.
Oltretutto, l'abolizione dell'Ici sulla prima casa, decisa a suo tempo dal Governo, sembra ora venire superata perché nel calcolo del contributo di solidarietà viene considerato anche il valore della prima casa. Per l'Anci si tratterebbe dunque di «un'Ici mascherata, ma che adesso viene versata non più alla propria comunità, ma al governo centrale».
Durante la manifestazione, alla quale i sindaci parteciperanno con le fasce tricolori, verranno presentate le proposte alternative dei primi cittadini alla manovra.

Realacci: «Lunedì in piazza contro i tagli ai piccoli comuni» - «Annullare i piccoli comuni vuol dire annullare l'identità stessa dell'Italia. Lunedì sarò in piazza a Milano alla manifestazione indetta dall'Anci per far sentire la voce di questa parte fondamentale del nostro paese messa in grave pericolo dai tagli della manovra del Governo». Lo annuncia Ermete Realacci (Pd) primo firmatario della legge a favore dei comuni sotto i 5mila abitanti.
«Del resto come confermano anche i dati diffusi dall'Anci e dall'ufficio studi del Senato i risparmi ottenuti dalle misure della manovra-bis sarebbero del tutto ridicoli - continua - Un conto è ridurre gli sprechi e voler ottimizzare le risorse con servizi comuni, altra cosa annullare senza nessuna visione del futuro queste realtà che costituiscono un patrimonio dell'Italia e custodiscono territori, saperi e tradizioni unici».
«La Camera - prosegue Realacci - lo scorso 5 aprile ha approvato all'unanimità la legge a favore dei piccoli comuni che indica con precisione una direzione: considerare queste realtà non come un'eredità del passato, ma come una straordinaria occasione per scommettere, soprattutto in un momento di crisi, sulle nostre qualità, sul legame con i nostri territori, sulla nostra identità, sulla coesione delle comunità. La volontà del Parlamento non può essere smentita da una decisione miope, sbagliata e senza futuro di questo Governo».

Guerra (Anci) al Pdl: «Stralciare norma su piccoli Comuni» - «Insistiamo nel richiedere lo stralcio dalla manovra dell'articolo 16 riguardante i piccoli comuni che non possono essere cancellati improvvisando una norma in un decreto legge». Così il coordinatore nazionale dei Piccoli Comuni dell'Anci, Mauro Guerra, al termine dell'incontro dei vertici Anci con il segretario del Pdl Angelino Alfano.
«C'è stata attenzione ragionevole alle nostre proposte - ha detto Guerra - ma adesso aspettiamo che alle parole seguano i fatti. Le nuove riformulazioni che ci arrivano informalmente dal ministro Calderoli - ha sottolineato Guerra - rischiano di provocare ulteriori danni. Non ci sono allo stato attuale le condizioni per una seria riforma istituzionale - ha concluso - siamo tuttavia pronti a lavorare seriamente sulle gestioni associate e sulle unioni volontarie tra piccoli comuni».