30 marzo 2020
Aggiornato 19:00
Cerimonia del Ventaglio

Napolitano: Nuovo Guardasigilli? Io pronto, il Governo no

Il Presidente della Repubblica difende i Giudici da «attacchi innammissibili». Ritrovare la coesione

ROMA - «Bisogna fare attenzione all'effetto domino che si creerebbe prendendo qualcuno dal governo e non dal Parlamento». Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, incontrando i giornalisti per la tradizionale cerimonia del Ventaglio al Quirinale prima della pausa estiva dell'attività politica, rivolge un consiglio al governo in vista della sostituzione di Angelino Alfano, il Guardasigilli che è diventato segretario politico del Pdl. Un suggerimento che Napolitano rivolge premettendo di non aver provocato lui il rinvio della nomina: «Non ho dato nessun avallo ad un rinvio a settembre e ho detto che sono pronto in qualsiasi momento - ha spiegato - sebbene mi sembra che non siano pronti loro e che in questo momento abbiano altri pensieri».

Il Presidente nel suo discorso alla stampa ha voluto anche sgombrare il campo da sue presunte ingerenze nell'attività del governo sul varo della manovra: «Non c'è nulla di serio in certe interpretazioni dietrologiche o fanta-istituzionali del mio operato», ha precisato dopo che il suo appello alla coesione nazionale aveva portato all'approvazione in tempi record dei provvedimenti per il rientro dal debito. Insomma, ha aggiunto, «ho considerato che fosse mio dovere porre questa esigenza senza invadere o occupare alcuno spazio o ruolo che non fosse il mio». Napolitano, ha spiegato ai direttori di quotidiani e agenzie di stampa, che lo hanno interpellato a margine della cerimonia, che consapevole della popolarità di cui gode nel paese non teme di intervenire quando necessario nel dibattito pubblico.

Nel discorso poi Napolitano ha ribadito la sua convinzione che sia necessario ritrovare ancora quello spirito di coesione per le prove difficili che il paese dovrà affrontare: «Non so chi potrebbe negarlo. Il punto è riconoscere la complessità e gravità dei problemi che si sono accumulati e che pongono a rischio il futuro del paese e il suo ruolo in Europa». Un contesto che richiede di «escludere competizioni perverse sul terreno della dissimulazione, della drammatizzazione e del populismo demagogico per aprirsi a un confronto serio».

Poi il capo dello Stato è tornato sul tema del rapporto politica-magistratura chiarendo che il richiamo pronunciato ieri sulla giustizia, non era riferito all'autorizzazione all'arresto di Alfonso Papa concessa dalla Camera. «Non commentavo libere decisioni del Parlamento che sempre rispetto - ha detto -. Ho richiamato a comportamenti che non offuschino la credibilità e il prestigio dei magistrati e non indeboliscano l'efficacia dei loro interventi a tutela della legalità». Infatti, secondo Napolitano, i magistrati devono essere «inappuntabili» perchè «anche così si vanificano attacchi inammissibili alla magistratura e si disinnesca un fuorviante conflitto tra politica e magistratura».

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal