1 novembre 2020
Aggiornato 01:30
Scuola

Il Pdl chiede inchiesta sui libri scolastici: plagiano contro Berlusconi

L'opposizione insorge: «La Carlucci ritiri la proposta, sarebbe un atto di regime»

ROMA - Una ventina di deputati del Pdl guidati da Gabriella Carlucci hanno richiesto, con apposita proposta di legge assegnata alla commissione Cultura di Montecitorio, l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta «sull'imparzialità dei libri di testo scolastici», definendo «una vergogna» la pubblicazione e l'adozione da parte di alcuni insegnanti di «testi politicamente orientati» a sostegno del centrosinistra ed in particolare «finalizzati a plagiare le nuove generazioni» all'insegna delle opposizioni.

Una situazione, denunciano i parlamentari del partito del Premier, che «il Parlamento non può far finta di non vedere», avendo anzi «il dovere di intervenire» e «correggere una situazione inaccettabile». Ma per l'opposizione, di contro, di «inaccettabile c'è solo la pretesa del partito del presidente del Consiglio - affermano in particolare i parlamentari Pd, Idv- di rimettere mano a proprio vantaggio nei testi scolastici».

PUGLISI - «E' uno spettacolo - ha commentato la responsabile scuola del Pd Francesca Puglisi - francamente desolante: abbiamo una maggioranza che, in tre anni, ha progressivamente distrutto la scuola pubblica, umiliato chi ci studia, offeso chi ci lavora, sottratto risorse e abbassato tutti gli standard qualitativi. Se davvero avesse voglia di occuparsi di scuola, il Pdl potrebbe ripartire da una di queste emergenze. Diversamente la tentazione sarebbe quella di chiedere, si, una commissione d'inchiesta: ma sulle capacita' critiche di alcuni parlamentari».

BASTICO - «La maggioranza- ha denunciato la capogruppo Pd in commissione Mariangela Bastico - colpisce oggi i 'libri di testo comunisti' che, scelti da 'insegnanti comunisti', indottrinerebbero, o come aveva detto Berlusconi 'inculcano', gli studenti e getterebbero fango, naturalmente insieme ai giudici, contro Berlusconi. Un atto gravissimo e di tristissima memoria che mette all'indice alcuni testi e stigmatizza gli insegnanti che gli scelgono. Il segno di un clima allarmante, una scelta improvvida della maggioranza, contenuta in un disegno di legge, che auspico venga ritirato immediatamente».

PEDICA - Richiesta a cui si associa Italia dei Valori. «Invito i parlamentari del Pdl - ha chiesto il senatore Stefano Pedica - a pensare alla crisi economica che vive il Paese, ai disoccupati, ai malati, ai giovani senza futuro, ed esimersi da queste iniziative che lasciano presagire la volontà di instaurare una dittatura di stampo novecentesco. Cercare di incidere sui testi scolastici al fine di favorire l'immagine del premier è una gravissima iniziativa, simili precedenti sono rintracciabili solo nei regimi totalitari dello scorso secolo. I libri di storia che circolano nelle nostre scuole, nonostante una riforma aberrante voluta dal ministro Gelmini, ancora raccontano la verità, fatti inconfutabili. Non può manipolare la cultura per volere del premier.