19 gennaio 2020
Aggiornato 19:00
Provinciali Treviso

Dal Pd esposto contro lista «Razza Piave»

Muraro: «Non è ideologia fascista era un cavallo robusto»

VENEZIA - La parola «razza» non va proprio giù al Partito Democratico, nemmeno se si riferisce a un cavallo bianco e robusto che un tempo abitava la sinistra del Piave nel Trevigiano ma che oggi si è estinto. Per questo il partito veneto di centrosinistra ha presentato un esposto alla Procura di Treviso contro una delle liste elettorali, appunto 'Razza Piave', che sostiene il presidente uscente della Provincia di Treviso, il leghista Leonardo Muraro.

La capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Laura Puppato, teme che il termine «razza» possa essere inteso come propaganda di superiorità o peggio ispirare odio razziale. L'esponente democratica si rifà, dunque, alla Convenzione di New York del 1966 e alla legge italiana del 1975 che l'ha ratificata.
«Da trevigiana non conoscevo l'esistenza di questo cavallo - sottolinea Puppato - e comunque parliamo di una lista elettorale e a votare sono gli umani e non i cavalli. Non facciamoci prendere in giro».

Muraro, però, non ci sta a vedere associare un valore della tradizione trevigiana con ideologie di stampo «fascista» e racconta la storia di un simbolo che durante la Prima Guerra Mondiale, proprio sul Piave, aveva unito soldati del Nord e del Sud del Paese, soprannominati anch'essi 'Razza Piave' proprio per le caratteristiche di coraggio riconosciute al cavallo usato dai contadini del Trevigiano.
Ma parte dalla storia. «La razza Piave era un cavallo robusto, resistente e coraggioso - spiega - una sorta di Ferrari che i contadini tenevano nella stalla, arava i campi ed era un grande patrimonio per tutta la famiglia, purtroppo si è estinto».
Erano considerati «razza Piave» anche i soldati che combattevano nelle trincee durante la Grande Guerra. «Certo - continua ancora il presidente leghista - i combattenti sul fronte durante la Prima Guerra Mondiale erano identificati come 'razza Piave' perché non avevano paura di nulla. Erano soldati veneti, siciliani di tutte le regioni italiane. Sbaglia la sinistra se dice che ispira un'ideologia fascista, allora anche il tricolore dovrebbe essere considerato fascista visto che erano proprio i fascisti a usarlo come simbolo».