29 gennaio 2022
Aggiornato 06:00
In Regione si celebra l’Unità d’ Italia ma il Carroccio resta a casa

Castelli: il leghisti al bar? Un fatto politico. Ma oggi la replica in Emilia-Romagna

Intanto anche l'ex deputato Brigandì lascia il Csm mentre si parla dell'anniversario dei 150 anni

ROMA - I banchi dove di solito i consiglieri emiliano-romagnoli siedono sono rimasti vuoti mentre il professor Angelo Varni, vicepresidente del Comitato regionale per le celebrazioni dell'anniversario, ha tenuto una lezione magistrale.

LA LEGA RESTA A CASA - I consiglieri della Lega Nord dell'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna hanno infatti disertato l'aula dove è in corso la seduta solenne per i 150 anni dell'Unità d'Italia. Manes Bernardini, Stefano Cavalli, Roberto Corradi e Mauro Manfredini, esponenti del Carroccio, non si sono presentati questa mattina all'appuntamento solenne in viale Aldo Moro, replicando la protesta fatta dai colleghi lombardi che ieri, durante l'esecuzione dell'Inno di Mameli, hanno lasciato l'aula per recarsi al bar a prendere cappuccino e cornetto.

COMMEMORATO ANCHE L’ALPINO CADUTO IN AFGHANISTAN - La seduta è cominciata intorno alle 10,15 con l'esecuzione dell'Inno nazionale e un minuto di silenzio per ricordare le vittime del terremoto e dello tzunami ed esprimere solidarietà al popolo giapponese. Il presidente dell'Assemblea legislativa, Matteo Richetti, ha poi letto il discorso del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Successivamente ha tenuto un breve discorso richiamando il valore dell'unità e i paradossi e le divisioni che si stanno vivendo in Italia. Richetti, nel suo intervento, ha ricordato il rapimento di Aldo Moro 33 anni fa e l'uccisione in Afghanistan del tenente Massimo Ranzani le scorse settimane.

CASTELLI. A MILANO SOLO UN GESTO POLEMICO CONTRO ALCUNE VOTAZIONI - «Credo fosse un gesto polemico nei confronti di alcune votazioni al momento dell'inno nazionale. Una questione nata sulla decisione del Consiglio regionale lombardo secondo cui, prima di ogni seduta, si dovesse suonare l'inno. La decisione era stata presa infatti col voto del Pd più quello del Pdl». Era dunque «più una questione di polemica politica che altro». Lo ha detto il viceministro dei Trasporti e Infrastrutture, Roberto Castelli (Lega), durante 'Agorà' su Rai Tre, riferendosi al gesto dei consiglieri leghisti in Lombardia, che, ieri, prima della seduta al momento dell'inno, si sono alzati per andare al bar.

CSM: SI PARLA DELL’UNITA’ D’ITALIA, L’EX DEPUTATO LEGHISTA, BRIGANDI’, SI ALLONTANA - Le celebrazioni dell'Unità d'Italia non entusiasmano i militanti della Lega Nord: questa mattina nel corso del plenum del Consiglio superiore della magistratura, mentre il consigliere 'togato' Riccardo Fuzio sollevava il tema del 150.mo anniversario dello Stato unitario, il consigliere 'laico' Matteo Brigandì, ex deputato leghista, si è alzato e ha lasciato la seduta per qualche minuto. Alla richiesta di spiegare se il suo fosse un gesto deliberato, Brigandì ha detto al cronista: «Non rispondo».

VIETTI: ANCHE LA MAGISTRATURA HA CONTRIBUITO AL RISORGIMENTO - «E' giusto - ha detto dal canto suo il vicepresidente del Csm, Michele Vietti, rispondendo alla sollecitazioni del consigliere Fuzio - che anche il Csm partecipi convintamente alle celebrazioni del 150.mo anniversario, nella convinzione che anche la magistratura sia stata un elemento propulsivo del processo di unificazione nazionale. È mia intenzione - ha concluso Vietti - promuovere un convegno sul ruolo della magistratura nella storia dell'Unità d'Italia«