7 dicembre 2019
Aggiornato 12:30
Biotestamento

L'appello di «Avvenire»: Approvare la legge rapidamente

Editoriale in prima pagina sul giornale dei Vescovi. Da Boffo a Tarquinio a Sciortino: «Ddl migliorabile ma liberale»

ROMA - In un editoriale di prima pagina sul giornale dei vescovi Avvenire, giuristi, intellettuali e direttori di disparate testate cattoliche fanno appello affinché la Camera approvi rapidamente il disegno di legge sul testamento biologico.

I FIRMATARI DELL'APPELLO - «Il testo di legge in discussione - pur essendo, come qualsiasi provvedimento legislativo, miglio­rabile - è chiaro e lineare a proposito delle questioni appena richiamate e, dunque, nei suoi contenuti fondanti», scrivono i firmatari dell'appello. «E noi riteniamo che se non fosse approvato in tempi rapidi, te­nendo saldi questi suoi princìpi cardine, di­venterebbe sempre più difficile drenare una giurisprudenza orientata a riconoscere il diritto a una morte medicalmente assistita, in altre parole all'eutanasia trasformata in at­to medico». Firmano l'editoriale 'collettivo' Vinicio Albanesi (presidente della comunità di Capodarco), Dino Boffo (direttore di Tv2000), Paolo Bustaffa (direttore del 'Sir'), Francesco D'Agostino (presidente dell'associazione Giuristi cattolici), Giuseppe Dalla Torre (rettore della Lumsa), Stefano De Martis (direttore di 'Radio In Blu'), Assuntina Morresi (editorialista di Avvenire e consulente del sottosegretario Roccella), Lorenzo Ornaghi (Rettore della Cattolica), Antonio Sciortino (direttore di Famiglia Cristiana), Antonio Socci (giornalista), Marco Tarquinio (direttore di Avvenire), Francesco Zanotti (presidente della federazione italiana stampa cattolica).

PROPOSTA RAGIONEVOLE - «Il disegno di legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento in discussione alla Camera dei deputati - si legge ancora nel testo - è una proposta ragionevole, condivisibile, realmente liberale e oggi non più rinviabile, a fronte degli avvenimenti degli ultimi anni su fine vita e libertà di cura. È necessario, infatti, che il Parlamento ponga per legge limiti e vincoli precisi a quella giurisprudenza creativa che sta introducendo surrettiziamente nel nostro Paese arbitrarie derive eutanasiche. Rilevanti e gravi decisioni giudiziarie hanno infatti reso possibile interrompere la somministrazio­ne di cibo e acqua, anche per vie artificiali, a persone non più in grado di esprimere il proprio consenso, e hanno ridotto il con­senso informato alla ricostruzione ex post delle volontà di una persona, dedotte persino dai suoi stili di vita, ignorando la ne­cessità di una volontà attuale basata su un'informazione medica adeguata». Per i firmatari, «ci sono solidi argomenti di ragione - comuni a laici e cattolici - per sostenere l'urgenza, l'efficacia e l'utilità del testo di legge all'esame della Camera dei deputati. E per noi, in quanto credenti, sussiste anche l'autorevole pronunciamento della Chie­sa che, in forza del suo sapienziale discernimento e con l'autorevolezza morale al­la quale da più parti si guarda con rinnovata speranza, indica la via attualmente più concreta alla tutela del bene comune. Questa legge va fatta, e va fatta adesso».