Commissione Csm: «Applicare» Vitale per evitare prescrizione
«Imprescindibili e prevalenti esigenze ufficio di destinazione»
ROMA - Il giudice Francesca Vitale va «applicato» al processo Mills nel quale il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è imputato per corruzione perché sussiste il rischio di prescrizione. Con questa motivazione la Settima commissione del Consiglio superiore della magistratura ha deciso di sottoporre al voto del plenum la decisione che consentirà la ripresa del procedimento, per il quale la prossima udienza è fissata l'11 marzo.
Secondo la commissione, visto che la Corte aveva già svolto delle attività, «sussistono imprescindibili e prevalenti esigenze dell'ufficio di destinazione, costituite dalla necessità di ricomporre il medesimo collegio che aveva proceduto alle attività sopra descritte, che hanno richiesto ben tre udienze, e che preventivamente aveva provveduto allo studio del fascicolo, e ciò con riferimento ad un procedimento riguardante un reato il cui termine prescrizionale è previsto per il 13 gennaio 2012».
La giudice Vitale si era opposta alla decisione, già ratificata dal Consiglio giudiziario di Milano, ma i consiglieri della Settima commissione hanno osservato che «l'applicazione per un solo processo presso il Tribunale di Milano consentirà comunque al magistrato applicato di operare presso la V sezione penale della Corte di Appello», e in ogni caso non è prevista «per le applicazioni endodistrettuali alcuna richiesta di consenso dell'interessato». Infine, non vi sono elementi, argomenta il parere formulato dalla commissione, «che possano indurre a ritenere che il procedimento n. 1622/2007 (anche in ragione del numero dei testi e dei Ct già ammessi alla prova orale) sarà di durata 'particolarmente lunga', locuzione quest'ultima che va riferita al caso di un dibattimento di particolare complessità per cui siano prevedibili numerosissime udienze».