Finocchiaro a Casini: Proposta Pd è l'unica strada
La capogruppo dei Democratici al Senato: «Serve un sussulto di chi ha a cuore la Democrazia»
ROMA - Comprensibile che Pier Ferdinando Casini difenda il Terzo polo da quella che è una vera e propria «emorragia», ma l'alleanza tra partiti e tra quella parte del Paese che vuole voltare pagina» rispetto al berlusconismo, «è l'unica strada possibile» per «chi ha a cuore la democrazia italiana». Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato, risponde così al leader dell'Udc che ieri ha bocciato la «santa alleanza» contro Silvio Berlusconi.
Il punto di partenza del ragionamento di Finocchiaro è che «è in atto una compravendita evidente da parte della maggioranza. E sta succedendo che il terzo polo sta subendo una emorragia: un fatto che si ripercuote anche sui gruppi parlamentari che rischiano la propria sopravvivenza alla Camera e al Senato». Per Finocchiaro «un fatto grave, perchè va denunciato il degrado a cui ormai sono sottoposte le nostre istituzioni. Non è la prima volta che avviene, è avvenuto anche nella scorsa legislatura. E sempre da parte delle stesse forze politiche».
Anche per questo «noi crediamo che sia in atto una crisi drammatica nel paese, che è crisi economica ma anche crisi politica, crisi istituzionale e crisi appunto morale, ed è necessario mettere in campo, per parlare al Paese, una proposta che è quella di creare e costruire un'alleanza tra i partiti, ma io sottolineerei anche con quella parte di Paese che vuole voltare pagine dopo il berlusconismo, per restaurare condizioni di fisiologica democrazia, di un confronto politico che metta fine a strappi e scontri istituzionali».
Ora, prosegue Finocchiaro, «capisco che Casini ha bisogno di difendersi e difendere il terzo polo che appunto sta subendo una emorragia grave e dunque deve ribadire la centralità e l'importanza del terzo polo, e la sua autonomia rispetto al quadro politico delle opposizioni. Ma noi continuiamo a credere che serve un sussulto di responsabilità da parte di chi ha a cuore la democrazia italiana».