Renzi: Io leader? Per ora sono sindaco, ma servono le primarie
«Nella base la rottamazione dei dirigenti è ampiamente maggioritaria»
ROMA - «Ora voglio fare bene il sindaco quando saranno chiari i tempi delle elezioni valuteremo cosa fare» ma sicuramente «bisognerà fare le primarie e non solo per il leader ma anche per i deputati». Così Matteo Renzi, sindaco di Firenze, risponde ai cronisti stranieri che ha incontrato oggi a Roma per presentare il suo libro 'Fuori', a proposito di una sua possibile candidatura a leader del centrosinistra.
Intanto il «rottamatore» ha deciso di fare un viaggio per l'Italia per presentare il suo libro e incontrare i cittadini con l'obiettivo ambizioso di «ridare dignità alla politica», un giro che per ora prevede 20 tappe, la prima, a Firenze c'è già stata e Renzi ne rivendica il successo: «C'erano più di mille persone, lo so che era la mia città e non conta però questo tour è un tentativo di incontrare le persone che sono sensibili al tema del ricambio della classe dirigente del centrosinistra». Il sindaco è infatti convinto che non sia vero, come dicono i dirigenti del Pd, che «la base è contro di noi, la rottamazione come bisogno di cambiamento dei leader è ampiamente maggioritaria nella nostra base. I cittadini sono stufi di partiti che cambiano nome ma hanno sempre gli stessi leader: dal '94 a destra c'è Berlusconi e a sinistra sempre D'Alema e Veltroni».
Renzi è critico anche nei confronti di Bersani quando dice che non vuole il suo nome sulla scheda elettorale: «Nel nostro tempo il partito si identifica con il suo leader perciò è allucinante dire che non va messo il nome sulla scheda».