12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Partito Democratico

Veltroni: PD al 24%? Non inseguire le alleanze

L'ex leader dei Democratici commenta il sondaggio commissionato per il TG de La 7: «Al Lingotto rilanceremo la sfida dell'innovazione riformista»

ROMA - Se il Pd è in difficoltà è anche per la scelta di puntare più sulla politica delle alleanze che su un proprio progetto di «innovazione». Walter Veltroni parla al tg de La7 e commenta il sondaggio commissionato da Enrico Mentana che mostra il Pd al 24,3%: «Questa è un'anomalia, una cosa che spiega una delle difficoltà della situazione». Se Berlusconi riesce a «procrastinare quest'agonia» è per «la difficoltà dell'affermarsi di un'alternativa. E un'alternativa in questo paese si fa solo se c'è una grande alternativa riformista, come in tutte le grandi democrazie europee. Senza un grande partito riformista il rischio è di dover rincorrere alleanze molto difficili da realizzare».

Quando Mentana gli chiede coma mai l'alternativa non ci sia, Veltroni risponde: «Non è che non c'è, parliamo di un partito che ha una dimensione importante...». Il problema è che non riesce a intercettare i delusi del Pdl: «È la domanda che ci siamo fatti con il documento dei 75. Ci deve essere un'alternativa capace di modernizzare e noi dobbiamo costituirla. Al Lingotto cercheremo di rilanciare la sfida di un'innovazione riformista che possa affermare l'orgoglio del Pd e la sua centralità». E come si potrà tornare, di fatto, alla vocazione maggioritaria senza scontrarsi con il segretario Pier Luigi Bersani? «Discutendo, non c'è nulla di male. In tutti i partiti del mondo si discute, persino con stima personale, cosa che altrove non c'è. Discutevano Napolitano e Berlinguer, Moro e Fanfani, si discute anche da queste parti. Nei partiti dove non si discute poi succedono brutte cose».