17 giugno 2019
Aggiornato 17:30
Caso Battisti

Per Berlusconi nulla muta con il Brasile

A Roma e a Milano proteste davanti alle sedi diplomatiche del Brasile. Berardi: «Carla Bruni telefonò a Lula perchè non estradasse Battisti»

ROMA - Non cambia nulla con il Brasile ma il Governo farà ogni mossa per risolvere «un caso di giustizia». Nel giorno che ha visto vari presidi di piazza contro la decisione del Brasile di concedere asilo politico all'ex membro dei pac condannato in Italia a 4 ergastoli, il premier Silvio Berlusconi ha incontrato all'aeroporto militare di Linate Alberto Torregiani figlio del gioielliere ucciso nel 1979 dai Proletari armati per il Comunismo ribadendo che Cesare Battisti è un «criminale vero». Da parte sua Torregiani ha spiegato di «non sentirsi più solo» e di avere ricevuto dallo stesso presidente del Consiglio la promessa di «più determinazione e fermezza e anche, se serve, pugno duro» per risolvere la situazione.

A Milano e a Roma sono andati in scena i sit-in davanti al consolato e all'ambasciata del Brasile per chiedere l'estradizione. In piazza Navona esponenti di primo piano del governo tra cui il ministro Giorgia Meloni, il sottosegretario Daniela Santanchè, i capigruppo a Camera e Senato ma anche folte delegazioni dell'Udc e dell'Idv con i rispettivi segretari Lorenzo Cesa e Antonio Di Pietro. Il Pd c'era ma senza «big» rappresentato da Olga D'Antona, Roberto Morassut, Andrea Sarubbi. C'è anche un piccolo giallo: Bruno Berardi, presidente dell'associazione Domus civitas - vittime del terrorismo e mafia rivela in una intervista tv che la premiere dame Carla Bruni telefonò a Lula perchè non estradasse Battisti. Immediata la reazione del ministro della Difesa Ignazio La Russa: se questa indiscrezione fosse vera «non avrei alcun riguardo a censurarla fortemente» la première dame.