20 febbraio 2020
Aggiornato 20:00
Mafia

Mancino in campo: mai cedimenti e trattative sul 41 bis

L'ex Ministro degli Interni: «Linea di fermezza dello Stato è da sempre la cifra della mia vita politica»

ROMA - «Davanti all'opinione pubblica cui devo dar conto dei miei comportamenti passati e presenti, desidero ribadire, come ho fatto davanti ai magistrati che mi hanno fin qui ascoltato, che mai, ripeto mai, nella mia vita politica e negli incarichi parlamentari e istituzionali che ho ricoperto, ho deviato da una linea di fermo contrasto alla criminalità organizzata nelle diverse forme in cui questa si è presentata nella storia del nostro Paese» .
L'ex ministro degli Interni Nicola Mancino, alla guida del Viminale negli anni delle stragi di mafia 92-93 esclude, in una dichiarazione scritta, «cedimenti e trattative» da parte sua rispetto a una rigorosa linea della fermezza nei confronti Cosa Nostra, compresa l'applicazione severa del 41 bis ai boss catturati.

Linea di fermezza - Mancino, inoltre, sottolinea come la linea della fermezza dello Stato per combattere la criminalità organizzata come il terrorismo sia sempre stati e resti una cifra della sua azione politica. «Per la parte che oggi mi compete - afferma- ribadisco la linea di intransigenza che ho sempre mantenuto, perchè la ritenevo e la ritengo giusta: ho contrastato politicamente ipotesi di trattativa sul caso Moro, meno che mai avrei potuto ammetterle nei confronti della malavita organizzata. Seguo con il massimo rispetto e disponibilità il lavoro dei magistrati, ma per quanto a mia conoscenza non c'è nessuna altra verità oltre quella che ho sintetizzato».