25 febbraio 2020
Aggiornato 14:00
Geologia

Terremoto dell’Irpinia-Basilicata: il Cnr ricorda

Per il trentennale del sisma del 23 novembre 1980 due iniziative scientifiche a Tito (Pz) fanno il punto sugli studi sismologici e geofisici dell’Appennino lucano, con i ricercatori del Consiglio nazionale delle ricerche

Terremoto dell’Irpinia-Basilicata: il Cnr ricorda
Terremoto dell’Irpinia-Basilicata: il Cnr ricorda ANSA

ROMA - Alle 19.34 del 23 novembre 1980 un devastante terremoto colpì, con particolare violenza, le province di Avellino, Potenza e Salerno, causando la morte di circa 2.900 persone: 15 centri dell’Irpinia e della Basilicata furono distrutti, 55 subirono crolli e lesioni gravi, 780 vennero danneggiati. La portata dell’evento fu tale da interessare, con effetti diversificati, un’area estesa dalla Liguria alla Sicilia. Il campo macrosismico delineato da questa devastante scossa di 90 secondi apparve subito di vastissima ampiezza e complessità e il suo studio ha contribuito negli anni allo sviluppo delle conoscenze della sismologia italiana.

Nella ricorrenza del trentennale di questo dramma, il Consiglio nazionale delle ricerche propone due eventi scientifici e commemorativi. Venerdì 26 novembre dalle ore 9.30, presso l’area della ricerca del Cnr di Tito (Pz), la giornata di studio ‘Il terremoto del 23 novembre 1980: riflessioni critiche e prospettive future per studi geofisici e sismologici in Basilicata’, organizzata dall’Istituto di metodologie per l’analisi ambientale (Imaa-Cnr) e dall’Università degli studi della Basilicata. La manifestazione si concluderà con un dibattito al quale parteciperanno il direttore del dipartimento Terra e ambiente del Cnr Giuseppe Cavarretta, il direttore dell’Imaa-Cnr, Vincenzo Lapenna, il rettore dell’Università di Basilicata Mauro Fiorentino e rappresentanti degli ordini professionali e delle istituzioni locali, tra cui il presidente della Regione Basilicata Vito De Filippo e l’assessore alle Infrastrutture e opere pubbliche Rosa Gentile, che concluderanno i lavori.

«Nel corso del convegno verranno affrontati lo studio sismico dell’Appennino lucano, l’analisi di metodi innovativi per la stima della pericolosità sismica e l’integrazione di tecniche geofisiche per lo studio del territorio», spiega il direttore dell’Imaa-Cnr. «L’iniziativa scientifica mira a favorire la discussione tra i ricercatori che operano in questo settore e a promuovere e divulgare i risultati cui si è approdati negli ultimi anni, anche alla luce della attività svolte dal Cnr in Abruzzo».
Il 30 novembre 2010 alle ore 17, presso l’auditorium Don Domenico Scavone di Tito (Pz), l’Istituto per i beni archeologici e monumentali (Ibam-Cnr) presenterà il volume del ricercatore Fabrizio Terenzio Gizzi ‘Il sisma del 23 novembre 1980 in Basilicata: effetti macrosismici a scala urbana’.

Il volume, stampato grazie ai finanziamenti messi a disposizione dalla Regione Basilicata e dall’amministrazione comunale di Tito, riporta dettagliatamente, con oltre 80 mappe tematiche a colori e tabulati statistici, il quadro dei danni subiti dai comuni della regione.
«L’analisi degli scenari di danno urbano relativi a forti eventi sismici può rappresentare un supporto per valutazioni approfondite della pericolosità di sito», spiega l’autore, «e la conoscenza delle interazioni suolo-edificio delle aree colpite è utile per individuare le zone del territorio ove effettuare indagini geologiche e geofisiche approfondite, in prospettiva della mitigazione del rischio attuale e di una consapevole gestione del territorio».
Nel corso dell’incontro, organizzato dal Comune, si terranno relazioni scientifiche e interventi degli enti territoriali, tra cui il vicepresidente della Giunta regionale della Basilicata Agatino Mancusi e il dirigente della Protezione civile Giuseppe Basile. Sarà presente il direttore dell’Ibam-Cnr, Antonella Pellettieri.