4 aprile 2020
Aggiornato 04:00
Intervista al TG1

Dell'Utri: Mangano mafioso? Non aveva un distintivo

Il senatore Pdl e i rapporti con l'ex stalliere della villa di Arcore denunciati dai giudici di Palermo: non conoscevamo il suo passato. «Gli incontri con i boss? Illazioni»

ROMA - «Incontri mai provati, frutto di fantasie di pentiti. Un certo Di Carlo si è inventato questa storia, ma non è stato mai provato nulla. Hanno anche detto dove erano gli uffici, ma non hanno mai descritto neanche come erano, anzi li hanno descritti in modo diverso. Quindi è tutto frutto di illazioni». Così, in una intervista al Tg1 il senatore del Pdl Marcello Dell'Utri, commentando le motivazioni depositate ieri della sentenza di secondo grado, emessa lo scorso 29 giugno, che ha sancito la sua condanna a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa.

ILLAZIONI - Per Dell'Utri quella dei presunti incontri tra lui e alcuni boss di Cosa Nostra è «una favola che si è continuamente sviluppata fino ad arrivare a questa sentenza, che per fortuna non è definitiva e io con tutta serenità mi aspetto che ci sia una sentenza finale diversa». Poi, dell'Utri smentisce di essere stato a conoscenza dei legami tra il palermitano Vittorio Mangano e Cosa Nostra: «Quando lo abbiamo assunto - spiega Dell'Utri riferendosi a quando Mangano fu chiamato a ricoprire il ruolo di stalliere nella villa di Arcore di Silvio Berlusconi - non aveva mica in un distintivo e non si sapeva la sua vita precedente: noi non abbiamo chiesto informazioni».

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal