12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Notte di scontri a Terzigno

La sfida di Bertolaso: andiamo avanti

I sindaci non firmano la bozza di intesa proposta dall'esecutivo che congela la super-discarica

NAPOLI - Dopo l'ennesima notte di scontri fra manifestanti e poliziotti, a Terzigno oggi è stata una domenica di attesa per la riunione fra i quattro sindaci del Vesuviano interessati dalla costruzione di una seconda discarica nella zona e il capo della Protezione civile Bertolaso. L'incontro si è concluso con un no dei primi cittadini di Boscoreale, Boscotrecase, Terzigno e Trecase al documento presentato dal governo. La mancata firma, però, non preclude il dialogo visto che un nuovo incontro è previsto per il 26 ottobre.

Mentre la giornata è stata tranquilla, con i manifestanti che hanno abbandonato gli abituali luoghi centro della protesta, la notte è stata di battaglia. Sei agenti sono rimasti feriti, qualche contuso anche fra i manifestanti, ma non si conosce il numero dei feriti perché, a quanto riferiscono alcuni quotidiani, nessuno va a farsi medicare al pronto soccorso per non essere segnalato. Due persone sono state arrestate per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale.

Bertolaso: «Andiamo avanti lo stesso» - L'accordo proposto ai sindaci del Vesuviano in merito alla risoluzione dell'attuale crisi rifiuti è «valido». Per questo motivo ci sarà «il rispetto unilaterale di questo impegno». Così il capo della Protezione civile Guido Bertolaso in conferenza stampa a Napoli. Il sottosegretario ha poi spiegato che verranno seguiti tutti i sei punti del documento elaborato nella tarda serata di ieri, compreso lo stop di tre giorni per il conferimento di immondizia nella cava Sari per permettere analisi delle acque, dell'aria e delle zone circostanti. Il documento prevedeva, tra l'altro, la sospensione da parte dei cittadini di qualsiasi forma di protesta.

«Per ora a cava Vitiello non si fa nulla». Così il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, parlando a margine di una lunga conferenza stampa a Napoli convocata dopo che i quattro sindaci del Vesuviano si sono dichiarati indisponibili a sottoscrivere l'accordo elaborato nella tarda serata di ieri. «Il nostro obiettivo è di non utilizzarla - ha aggiunto - ma non per questo dobbiamo cancellarla dalla legge».

A Napoli tornerà una «situazione di normalità» in tre, quattro giorni. È la previsione avanzata dal capo della Protezione civile. «Napoli sarà pulita in tre, quattro giorni», ha spiegato il sottosegretario anche perché da questa notte nel capoluogo campano è partita una raccolta straordinaria. «Ci sono ancora diverse tonnellate in strada - ha dichiarato Bertolaso - ma la situazione sta tornando nei ranghi».

I sindaci del territorio Vesuviano «isolino i violenti» e si faccia di tutto per tornare alla «normalità». Questa la richiesta avanzata da Bertolaso, ai rappresentanti istituzionali locali in prima linea in questi giorni contro le discariche nel territorio di Terzigno. «Chiedo ai sindaci di tornare a una vita ordinaria e di riaprire scuole, negozi e uffici - ha detto in conferenza stampa a Napoli - e soprattutto di isolare chi sta manifestando in modo violento e sta palesemente strumentalizzando la protesta».

I comitati ambientalisti di Terzigno e Boscoreale apprezzano il tentativo del capo della Protezione civile Guido Bertolaso di aprire un tavolo di negoziato per dirimere la spinosa questione della seconda discarica a Terzigno e Boscoreale, quella di cava Vitiello, ma per partecipare ai colloqui per una soluzione definitiva chiedono una rinuncia del governo tramite un decreto legge che annulli la legge 123. Quest'ultima impone infatti l'apertura della discarica, sebbene Bertolaso si sia impegnato oggi a rispettare unilateralmente il documento elaborato ieri in Prefettura a Napoli assieme ai sindaci interessati, che però hanno successivamente deciso di non firmare.
«Il decreto che modifichi la legge è per noi una condizione fondamentale per sedere al tavolo. E' positivo che Bertolaso abbia deciso di aprire un tavolo, ma cava Vitiello deve essere annullata per decreto», ha detto Francesco Matrone, uno dei leader dei comitati. Il rappresentante dei cittadini di Terzigno e Boscoreale ha quindi sottolineato l'importanza del rispetto di tre condizioni: oltre all'annullamento della discarica di cava Vitiello per legge, «la bonifica di cava Sari e la vicinanza alla parte dei movimenti perbene che intendono isolare i violenti».

Morto un capoturno dell'Asia - Un capoturno della società Asia del Comune di Napoli è deceduto dopo essere stato investito da una pala meccanica mentre era in corso lo smaltimento rifiuti nello stabilimento Stir di Giugliano, in provincia di Napoli. Lo ha riferito il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Guido Bertolaso, all'inizio della conferenza stampa in corso in Prefettura.