11 luglio 2020
Aggiornato 00:00
Partito Democratico

Veltroniani a Franceschini: AreaDem conclusa

L'ex Segretario del PD: «Vostre decisioni legittime, ma noi abbiamo altre idee. Diamo sbocco politico a chi è tentato dall'abbandono»

ROMA - Il voto della direzione del Pd della settimana scorsa ha segnato la fine dell'esperienza di Area democratica, «almeno nelle forme fin qui adottate», le scelte di Dario Franceschini e degli altri esponenti della minoranza che hanno votato per Pier Luigi Bersani sono «legittime» e «rispettabili», ma aprono una nuova fase nella dialettica del Pd. E' quanto si legge nella lettera inviata a Dario Franceschini dagli esponenti di 'Movimento democratico', l'area di Walter Veltroni, Giuseppe Fioroni e Paolo Gentiloni.
«La votazione con la quale si è conclusa la Direzione - si legge nella lettera - ha aperto una fase nuova nella dialettica e nei rapporti politici interni al Pd. Una parte di Area Democratica ha scelto di convergere nel voto con la maggioranza congressuale e un'altra parte di Area Democratica ha deciso invece di mantenere, attraverso l'astensione, un atteggiamento di distinzione nel voto. Si è trattato di scelte diverse, entrambe legittime, che traggono origine da una differente valutazione dell'attuale condizione del Pd e del ruolo che in esso deve svolgere la minoranza».

«Noi - spiegano nella lettera i firmatari del 'documento dei 75' - abbiamo ritenuto necessario e doveroso esprimere preoccupazione e allarme per il presente e il futuro del progetto del Pd che insieme abbiamo concorso a elaborare e a far vivere nel Paese. Il Pd, come emerge da tutte le indagini demoscopiche, sta perdendo la fiducia di tanti elettori, pure in un contesto di grave crisi politica e di consenso della maggioranza di governo. Se vuole avere futuro, come noi vogliamo e speriamo, il Pd ha bisogno non di una nuova discussione sui nomi e sui ruoli, che sono stati stabiliti un anno fa con la partecipazione di tanti nostri iscritti ed elettori, e neppure di una confusa e inconcludente discussione sulle alleanze, ma piuttosto di un deciso rilancio del profilo riformista e innovatore della sua proposta al Paese».

Secondo gli esponenti di 'Movimento democratico «il servizio migliore che la minoranza può offrire all'unità del partito sta proprio nel dare voce, rappresentanza, sbocco politico al disagio, all'inquietudine, alla critica di tanti nostri elettori, altrimenti tentati dal disimpegno, dall'astensione, dall'abbandono».

Continua la lettera: «Tu ed altri amici, caro Dario, avete maturato convincimenti diversi, che vi hanno portato a fare altre scelte, ugualmente legittime e rispettabili. Nella riunione dei parlamentari di Area Democratica che ha preceduto la Direzione hai riconosciuto con onestà intellettuale che non si poteva che prendere atto della distinzione delle nostre rispettive posizioni e che l'esperienza di Area Democratica, alla quale insieme avevamo dato vita - prima attorno alla tua candidatura alla segreteria, poi per continuare da posizioni di minoranza, in leale confronto con il Segretario, la battaglia per la nostra visione del PD e della sua funzione nel Paese - doveva considerarsi conclusa, almeno nelle forme fin qui adottate». Dunque, «questa decisione onesta e sofferta, che tutti condividiamo, non mette in discussione in alcun modo la nostra amicizia e la cordialità dei nostri rapporti e chiede a tutti e a ciascuno un supplemento di apertura e di rispetto per le ragioni degli altri e risolvendo in un clima di reale collaborazione tutti i problemi che possono nascere da questa nuova fase. Buon lavoro, un caro saluto».