28 gennaio 2020
Aggiornato 10:00
Maggioranza

Fli avverte: no a strappi sulla Giustizia

Fini ai suoi: «Se riprendono gli attacchi sarò io il primo dei falchi»

ROMA - Il voto di domani, certo. Ma soprattutto il dopo. Gianfranco Fini ha vagliato ogni possibilità, oggi a pranzo con otto dirigenti di Fli, e la fiducia era l'ultima, quella considerata meno probabile. Alla fine invece fiducia sarà, modificando in parte i piani concordati, ma non cambiando la sostanza delle cose, anzi rendendo forse tutto più semplice. Fini l'ha spiegato, frenando in parte i falchi, ma guardando negli occhi le colombe: domani dopo aver ascoltato Berlusconi potrà anche filare tutto liscio per il governo, ma saranno le prossime settimane a dire come andrà a finire, perché «se riprendessero gli attacchi», è stato il compromesso raggiunto dalle due fazioni, allora la linea degli oltranzisti «diventerà la linea di tutto il gruppo». Fini tornerà ad alzare i toni e potrebbe tornare in auge anche l'ipotesi di dimissioni.

Domani Fli peserà le parole del Cavaliere con la bilancia del programma di governo. E, se mai Berlusconi decidesse di attaccare sulla giustizia e di colpire la magistratura, allora una linea diversa dal 'sì' alla fiducia potrebbe essere decisa nella riunione del gruppo convocata all'ora di pranzo. «Ogni ipotesi resta in piedi, ma se Berlusconi usa i toni giusti noi la fiducia gliela votiamo di certo, anche perché il voto dovrebbe certificare che senza finiani e Mpa quota 316 non la raggiunge», spiegano anche i falchi.