28 gennaio 2020
Aggiornato 11:30
Maggioranza

Fini riunisce falchi e colombe: dovete apparire coesi

Prima dell'annuncio della fiducia la linea era: «Attendiamo le parole del Premier»

ROMA - Si erano lasciati con la promessa di riunirsi dopo l'intervento di Silvio Berlusconi in Aula. Lo avevano deciso di comune accordo falchi e colombe. Tutti insieme (Menia, Moffa, Viespoli, Bocchino, Briguglio, Granata, Della Vedova e Urso) con Gianfranco Fini, pronto a riunire a pranzo lo stato maggiore di FLi quasi negli stessi minuti in cui a palazzo Grazioli il Cavaliere apriva il vertice del Pdl.
La scelta di porre la fiducia ha come prima conseguenza quella che i finiani dovranno riaggiornarsi, riunirsi ancora. Insieme avevano deciso di attendere le parole del premier, poi parlarsi e votare con la maggioranza solo in caso di coinvolgimento politico. Coinvolgimento poteva significare firma sotto la risoluzione di Pdl e Lega, oppure riconoscimento di Berlusconi del ruolo di FLI. Altrimenti, assicuravano, avrebbero presentato un altro documento. Poi la scelta di porre la fiducia.

Colombe e falchi allo stesso tavolo, dopo mattutine riunioni separate delle due parti in causa, con Fini che non ha mancato di reclamare con forza ai suoi maggiore coesione e ha assicurato collegialità in vista della nascita del nuovo soggetto politico. Tanto che, spiega uno di loro, questa «coesione cercheremo di renderla evidente anche nelle piccole cose, da un caffè preso insieme al tentativo di non riunirci sempre secondo lo schema falchi-colombe».