18 gennaio 2020
Aggiornato 23:00
Democratici

Veltroni: non mi candido a nulla

L'ex segretario del PD: «Ma non rinuncio alle mie idee, serve coraggio riformista. Siamo al 24,6% dovrebbe preoccupare tutti»

ROMA - «Non mi candido a nulla». Walter Veltroni a Repubblica.tv risponde alle indiscrezioni di stampa che lo descrivono pronto a candidarsi alla leadership del centrosinistra. «Dopo un anno e mezzo che ero segretario mi sono dimesso e mi sono caricato sulle spalle anche responsabilità di altri, non ho chiesto nessun incarico e non mi candido a nulla - ha detto l'ex segretario -, a differenza di quanto ho letto sui giornali. Non c'è nessun ego, una cosa sola a cui non voglio rinunciare sono le cose in cui credo: l'Italia ha bisogno della sfida di un'innovazione riformista, Berlusconi ha lasciato il paese in ginocchio, ci vuole risposta straordinaria e uno straordinario coraggio riformista».
«Cercherò di unire in un quadro di rilancio - ha aggiunto Veltroni -, perchè se stiamo uniti su barca che fa acqua non andiamo da nessuna parte».

SONDAGGI - «Gli ultimi sondaggi di oggi dicono che il Pd è al 24,6%, nel momento di massima difficoltà del centrodestra, da qui io parto, questo è il problema» che «dovrebbe preoccupare tutti».
L'ex segretario osserva che il «messaggio complessivo del partito» non funziona e ricorda che da quando si è aperta la crisi della maggioranza «una volta abbiamo sostenuto il governo Tremonti, un'altra Fini, poi le alleanze, questa confusione genera il 24,6%. Lo ha detto anche Chiamparino, se si discute non si litiga. Non ho mai considerato, quando ero segretario, che movimenti e associazioni contrastavano con il partito, il nostro è un partito che ha dentro di sè culture diverse. E' proprio per creare la sconfitta di Berlusconi e perchè non ci sia un altro governo di centrodestra che dico la mia, con chiarezza, per il Pd e nel Pd, perchè c'è un disagio crescente tra la nostra gente a cui non si può dire solo stiamo uniti, così non andiamo da nessuna parte. Dobbiamo rilanciare e unire, nessuno più di me ha dentro di sè i cromosomi del valore dell'unità ma serve anche la capacità di parlare agli italiani perchè arrivi una nuova stagione riformista».
«Ho letto sui giornali tante cose attribuite a me, perciò voglio chiarire: questo partito l'ho fondato, naturalmente insieme ad altri, e credo di aver dato un contributo, anche fisico, con 110 comizi nelle piazze italiane, tutto quello che faccio e farò lo faccio per il Pd e nel Pd». L'ex segretario vuole chiarire la sua posizione «rispetto a quelli che fanno giochini e disegni, l'unità che è un valore a cui ho consacrato una vita, e per cui ho persino sacrificato un pò di innovazione, la si costruisce insieme ma dicendosi la verità».