5 aprile 2020
Aggiornato 04:00
Intervista al «Giornale»

Dell'Utri: sarò assolto in Cassazione

La difesa del Senatore: «Minchiate» contro di me da quando sono in politica

ROMA - Le accuse sui legami con i boss? «Minchiate», «accuse che cadranno» perché sono solo invenzioni». Si difende così Marcello Dell'Utri, in un'intervista al Giornale, all'indomani della condanna a sette anni per concorso in associazione mafiosa. «da quando sono entrato in politica - dice - hanno tirato fuori la spazzatura contro di me».

«Tutti quei boss - aggiunge Dell'Utri - io non li conosco. Ho conosciuto solo Cinà e Mangano. E ancora non esiste un reato di amicizia». Il senatore Pdl ribadisce poi il suo elogio di Mangano. «L'ho detto e lo ripeto. Mangano - insiste - è il mio eroe perché ha preferito farsi la galera piuttosto che inventarsi accuse contro di me e Berlusconi. E sì che se lo avesse fatto sarebbe uscito dal carcere».

Dell'Utri dice che a dimettersi non ci pensa affatto e osserva che se anche dovesse assolto dalla Cassazione non festeggerà. «Non vado a bere neanche un bicchiere di champagne. Perché io la pena l'ho già scontata. In questi 15 anni».

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