24 ottobre 2020
Aggiornato 20:30
Politica

Cesa «chiude» l'UDC

«Ne nascerà uno nuovo aperto a tutti». Ci ritroveremo con Rutelli, Popolari e delusi Pdl

ROMA - Lorenzo Cesa chiude la «fase» dell'Udc e annuncia la costruzione di «una casa completamente nuova» da costruire con «chiunque sia disponibile», «da pari a pari, senza invocare primogeniture». Il nome, come accaduto per il Popolo della Libertà di Silvio Berlusconi, «lo decideranno gli italiani» su internet.

Il segretario del partito di Pier Ferdinando Casini spiega alla platea del seminario di Todi 'Verso il partito della nazione', organizzato dalla Fondazione Liberal, le ragioni della scelta e tempi e modi che porteranno al nuovo soggetto. Non nega di provare «un sentimento che assomiglia alla nostalia: quella di chi - dice visibilmente commosso - ha accudito e cresciuto un figlio ed ora si prepara a salutarlo. Ho dato tutto me stesso all'Udc» ma oggi «da quella storia, insieme ad altre, sta per nascerne una nuova». Una nuova «sfida», la sfida «per il governo del paese».

«Non siamo né impauriti né irrilevanti - ha osservato Cesa - al contrario siamo corteggiati da una parte e dall'altra. Quelli in crisi non siamo noi, ma sono proprio i grandi contenitori quelli che avevano fatto di tutto per cancellarci e dividersi le nostre spoglie». A chi si domanda nel partito centrista perché, visto che l'Udc è sopravvissuta alle campagne per il voto utile, bisogna ora andare oltre, Cesa risponde: «Dobbiamo chiudere con il passato proprio perché abbiamo avuto ragione. Possiamo andare avanti con l'Udc e metterci a fare le maestrine mentre l'Italia rischia di fare la fine della Grecia? Io dico di no». Non si tratta di una «riverniciata», assicura Cesa, ma di costruire un nuovo partito «che guarda al futuro, moderno, europeista. Che dia spazio ai giovani e a una nuova classe dirigente».

«Non so - ha concluso Cesa - che faranno Rutelli, i Popolari del Pd, ma anche i tanti moderati che non si riconoscono più in questo Pdl così cupo. Sono convinto che guarderanno con attenzione a quello che stiamo preparando. E immagino che prima o poi ci ritroveremo a dialogare insieme: in che modo e da quali posizioni non so. Ma ci ritroveremo insieme».