24 maggio 2024
Aggiornato 06:30
Politica | PD

Bersani resta in sella e invoca: rafforziamo il Pd sul territorio

Il leader dei Democratici, che ha riunito ieri i segretari regionali, boccia de facto la linea «federale» di Prodi-Chiamparino

ROMA - Pier Luigi Bersani è uscito indenne da un'altra giornata di analisi del voto all'indomani della non entusiasmante performance del Pd ai ballottaggi delle amministrative. Il segretario ha riunito ieri i segretari regionali ai quali ha proposto di rafforzare il partito sul territorio a partire dai circoli, assicurando che con qualche modifica allo Statuto si punterà a valorizzare i dirigenti che si affermano sul territorio.

UN PROGETTO PER L'ITALIA - Nella riunione i dirigenti locali del Pd si sono detti soddisfatti dalla proposta formulata a Roma e non hanno quindi cavalcato l'intervento di Romano Prodi, che suggeriva di dare più forza ai segretari regionali. «Serve un progetto per l'Italia», una «reazione forte» al distacco crescente tra i cittadini e la politica e una «road map per cambiare il Pd rafforzandolo anche in chiave federale», ha detto Bersani, anticipando a grandi linee quanto sottoporrà alla direzione di sabato, ma questo non vuol dire fare un partito del Nord, ha precisato poi rispondendo così anche a Sergio Chiamparino.
Il sindaco di Torino aveva proposto di «ripartire dal basso» appoggiando Prodi nell'idea di rifondare il Pd come partito federale e sottolineando la necessità di tornare in contatto con le preoccupazioni reali dell'elettorato, «spezzando finalmente quella logica autoreferenziale fatta dai bilancini tra correnti e controcorrenti, caminetti e sub caminetti, che ha condizionato da sempre la vita del partito», un partito che ha perso «tre elezioni con tre segretari diversi».

MARINI «ATTACCA» PRODI - Bersani ha incontrato poi i senatori Democratici dopo la lettera di 49 di loro che chiedevano al segretario un cambio di passo all'indomani delle elezioni. Anche in questa riunione però gli stessi promotori hanno chiarito che non era in discussione la leadership. A sorprendere invece è stato l'attacco di Franco Marini all'ex premier Romano Prodi: «E' folle chiedere di rimettere in discussione l'assetto del partito - ha detto l'ex presidente del Senato - io dell'intervento di Prodi non ho apprezzato neanche lo spirito».