19 gennaio 2020
Aggiornato 08:00
Caso Mills

Di Pietro: Berlusconi deve dimettersi, è un corruttore

Il leader IdV dopo la sentenza dela Cassazione: «Basta con le menzogne e gli escamotage, il Premier è indegno di un Paese civile»

ROMA - Basta con le «menzogne», il presidente del Consiglio è «un corruttore», dimostra la sentenza della Cassazione sul caso Mills: quindi, «deve dimettersi». All'indomani della pronuncia dei supremi giudici Antonio Di Pietro insiste: «Ribadisco, se c'è un corrotto, c'è un corruttore, ed è il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi», il quale «deve fare una sola cosa: dimettersi. Perché in un Paese democratico e civile - attacca il leader di Idv - un Governo non può essere guidato da un corruttore: questa è la verità».

«La Cassazione - spiega Di Pietro - ha dichiarato il reato prescritto, grazie ad una legge, ex-Cirielli, che si è fatto fare ad hoc per non farsi condannare, ma ha confermato che è stato commesso. Infatti, David Mills, colpevole, ha dovuto risarcire lo Stato con 250mila euro. Chi, ancora una volta, la fa franca è Silvio Berlusconi, nonostante sia stato accertato, e ieri confermato, che alla base del suo successo imprenditoriale e politico ci sono corruzione, bilanci falsati, evasione fiscale e alterazione delle leggi che regolano il sistema economico».

«Berlusconi - prosegue il leader di Italia dei valori - è entrato in politica per salvaguardarsi dai suoi guai giudiziari e, infatti, oltre all'escamotage dei tempi lunghi che hanno portato alla prescrizione, continuerà a propinarci tutte le altre leggi a suo uso e consumo, già all'esame del Parlamento: intercettazioni, legittimo impedimento e processo breve. A nulla servono i suoi spot mediatici e i suoi miserevoli tentativi di proporre menzogne, se non a svendere la credibilità del nostro Paese a livello internazionale e a minare le radici sane della nostra società. Tutto ciò è riprovevole e indegno di un Paese civile».