21 luglio 2019
Aggiornato 18:30
Caso Orlandi

Dopo l'incontro con Agca la Procura potrebbe ascoltare Pietro

La sorella Natalina: «ben venga qualsiasi attività sul caso»

ROMA - Dopo il faccia a faccia con Ali Agca a Istanbul, Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, potrebbe essere sentito dalla Procura di Roma che indaga sul caso della giovane scomparsa nel 1983. I tempi della convocazione sono da definire ma le rivelazioni odierne sul fatto che Emanuela sarebbe «viva» e «in Europa» potrebbero aggiungere un ulteriore tassello e nuovi elementi all'indagine, nelle mani del Pm capitolino Capaldo.

«Magari ci fossero delle novità - osserva con scetticismo ad Apcom la sorella Natalina Orlandi -. L'unica novità è che mio fratello Pietro ha voluto affrontare personalmente la cosa. Umanamente lo capisco e forse ha fatto questo per vedere qualche reazione di Agca da vicino, visto che continua ad asserire che è viva». «Pietro mi ha riferito che Agca ha ripetuto le stesse cose, il solito discorso che Emanuela è viva. Assieme ovviamente hanno parlato soltanto mia sorella. Non ha fatto nessuno show, mi ha detto Pietro».

«Mi fa piacere - ha affermato Natalina Orlando - che ancora si parli di Emanuela a tanti anni dalla scomparsa. Qualsiasi cosa porti a una indagine a noi va bene, perché significa che la cosa è attuale ed è quasi come se non fosse scomparsa da 27 anni». «Pietro potrebbe essere sentito dalla Procura. Io su questo dico: ben venga qualsiasi attività sul caso. A noi fa piacere che le indagini proseguano e ci fa piacere - ha concluso Natalina - che anche la Procura di Roma presti molta attenzione al caso di Emanuela».