15 giugno 2021
Aggiornato 17:00
Media & TV

Tetto agli spot per le pay tv

Da domani il decreto Romani in Parlamento. Si abbassa il limite massimo sull'investimento in opere europee

ROMA - Diminuzione, seppure graduale, del tetto agli spot per le pay tv e della quota di investimento nelle opere europee. Sono queste le principali novità del decreto Romani che sarà domani e giovedì all'esame del Parlamento per un parere non vincolante prima dell'ok definitivo in Consiglio dei ministri.

Lo schema di decreto legislativo, con cui si recepisce la direttiva Ue sulla tv senza frontiere, è stato da subito criticato dall'opposizione. Il tetto, attualmente al 18, doveva passare secondo una prima versione, direttamente al 12 per cento. Un danno per Sky, lamentavano dal centrosinistra, un favore a Mediaset. In Consiglio dei ministri dunque, lo scorso17 dicembre, si è optato per una riduzione graduale (16% dal 2010, 14% dal 2011, e, a regime, 12% a decorrere dal 2012), scelta che per il Governo introduce «una disciplina in materia di pubblicità coerente con i principi comunitari, il mantenimento di un'adeguata tutela della produzione televisiva indipendente e un rafforzamento delle norme a tutela dei minori».

Tra le altre novità, l'abbassamento della quota d'investimento nelle opere comunitarie al 10%, (anch'essa criticata dall'opposizione), quota riferita a tutti gli introiti annui delle emittenti. Nel testo viene mantenuto il principio della previsione di sottoquote in favore della cinematografia italiana, da individuare con un decreto ministeriale che verrà emanato entro nove mesi dall'entrata in vigore del decreto legislativo. Il decreto introduce poi nuove disposizioni in materia di inserimento di prodotti (c.d. product placement) mettendo il divieto di inserimento per taluni prodotti, quali il tabacco e i suoi derivati, e nei programmi per bambini.

Il testo sarà esaminato domani dalla Commissione Lavori Pubblici e Comunicazioni del Senato e giovedì dalla Commissione Trasporti della Camera per il parere non vincolante prima del via libera definitivo in Consiglio dei ministri.