19 novembre 2019
Aggiornato 06:30
Religione & Società

Ebrei italiani: su Pio XII decide la Chiesa, ma siamo critici

«Rimase silenzioso di fronte a treno da Tiburtina a Auschwitz»

ROMA - «A proposito della firma del decreto sulle virtù eroiche di papa Pio XII precisiamo che non possiamo in alcun modo interferire su decisioni interne della Chiesa che riguardano le sue libere espressioni religiose. Se tuttavia la decisione di oggi dovesse implicare un giudizio definitivo e unilaterale sull'operato storico di Pio XII ribadiamo che la nostra valutazione rimane critica». Lo comunicano in una nota congiunta il capo rabbino della Comunità ebraica di Roma Riccardo Di Segni, il presidente della Comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici e il presidente dell'Unione delle Comunità ebraiche Italiane (Ucei) Renzo Gattegna.

Il Papa visiterà la sinagoga di Roma il prossimo 17 gennaio. «La commissione congiunta degli storici del mondo ebraico e del Vaticano è ancora in attesa di accedere agli archivi di quel periodo. Non dimentichiamo le deportazioni degli ebrei dall'Italia ed in particolare il treno di 1021deportati del 16 ottobre 1943 che partì verso Auschwitz dalla stazione Tiburtina di Roma nel silenzio di Pio XII. Il mondo ebraico - concludono Di Segni, Pacifici e Gattegna - continua ad essere riconoscente ai singoli e alle istituzioni della Chiesa che si adoperarono per salvare gli ebrei perseguitati».