16 luglio 2019
Aggiornato 14:00
Cronaca. Caso Brenda

La mamma di Brenda: mio figlio è stato assassinato, era minacciato

«Aveva ricevuto avvertimento: vai via o diventerai cibo per pesci. Sono qui per chiedere giustizia per lui»

ROMA - «Mio figlio aveva paura. Negli ultimi giorni della sua vita viveva nel terrore e noi lo sapevamo. Aveva ricevuto un avvertimento lo scorso 12 novembre: qualcuno, un certo Giuseppe, gli aveva indirizzato un misterioso messaggio via mail. Lo aveva scritto in portoghese, la nostra lingua. Diceva più o meno così: Attenta ragazza, vattene da lì, oppure diventerai cibo per i pesci». A parlare è Azenete Mendes Paes, la madre della transessuale Brenda, vero nome Wendell, coinvolta nel «scandalo Marrazzo» e morta per asfissia da fumo nel suo appartamento romano il 19 novembre scorso.

«CHIEDO GIUSTIZIA» - In una intervista la cui prima parte è pubblicata nel numero di Chi in edicola domani, martedì 8 dicembre, sostiene con sicurezza che la morte di suo figlio è frutto di un delitto. «Perché mio figlio era religiosissimo, non si sarebbe mai dato la morte volontariamente, e la possibilità che l'incendio sia un evento fortuito è, secondo me, praticamente inesistente». E continua: «Una cosa è certa: me l'hanno assassinato, non si è trattato di un suicidio o di un incidente. Sono qui anche per chiedere giustizia per lui. Mi rivolgo al Santo Padre, al vostro presidente della Repubblica e al presidente Berlusconi: è una madre che vi parla, addolorata come Maria ai piedi della croce, anche se mio figlio non era certo un santo».