3 aprile 2020
Aggiornato 23:00
La morte di Brenda apre un altro capitolo nero nella vicenda Marrazzo

Il volto tragico dei trans

La violenza e la sofferenza di un mondo ben diverso da quello che appare in Tv

ROMA - Il giallo Marrazzo si tinge nero, nero fumo. Il corpo di Brenda, il transessuale coinvolta nella vicenda dell'ex presidente della Regione Lazio, è stato ritrovato in un appartamento a Roma Nord, zona Due Ponti. La morte sarebbe avvenuta in seguito ad un incendio. I trans che erano in strada con Brenda questa notte riferiscono che prima di allontanarsi avesse detto più di una volta «adesso vado a casa e mi uccido». Le circostanze della sua morte sono comunque tutte da chiarire. La polizia scientifica sta facendo i rilievi e la Squadra Mobile sta interrogando i vicini: sembra che qualcuno abbia affermato di avere sentito dei rumori provenire dallo scantinato in cui viveva il transessuale.

La vittima è stata identificata grazie alle dichiarazioni di una persona accorsa sul posto che ha dato anche l'allarme ai vigili del fuoco.
Poche notti fa Brenda, le cui versioni riguardo alla frequentazione con l’ex Governatore non coincidevano con quelle rilasciate da Nataly, il trans che compare nel video con Marrazzo, era stato al centro di una rissa sulla via Cassia, nel quale era stato percosso da alcuni ragazzi. All’arrivo della polizia il trans, evidentemente ubriaco, aveva cercato di provocarsi delle lesioni sbattendo ripetutamente la testa sul tetto di una macchina in sosta. Ricoverato in ospedale si era infine scagliato contro medici e infermieri che lo stavano curando.

Ora i morti nella vicenda che ha travolto Piero Marrazzo, sono due. A sparire dalla scena, prima di Brenda è toccato ad un altro testimone della doppia vita dell’ex Governatore, Gianmarino Cafasso, protettore di transessuali, stroncato da un'overdose di cocaina nel settembre scorso in circostanze non ancora del tutto chiarite: l'allarme, infatti, fu dato solo la mattina dopo dalla trans che era con lui. E infatti gli inquirenti hanno riaperto il caso.
Resta ancora un mistero come Piero Marrazzo abbia potuto ritenere che un personaggio della sua popolarità, prima come volto della tv e poi come politico, potesse celare a lungo la sua doppia vita e i suoi contatti con quel mondo torbido dei trans di strada, che giorno dopo giorno, sta svelando tutti contenuti di violenza e di malessere sociale che lo contraddistingue.

Trans e prostituzione - La morte tragica di Brenda, indipendentemente da ciò che può nascondere, serve infatti a cancellare un equivoco introdotto dai media sulla vita di strada e sulla prostituzione dei transessuali.
Abbiamo visto sfilare in Tv, ma anche sulle copertine di prestigiosi settimanali, volti accattivanti, sfilate di miss, corpi seducenti, che hanno avuto l’effetto sul grande pubblico di sdoganare il fenomeno come un dei tanti effetti delle trasgressioni fisiologiche al nostro mondo.
Si è così affermata una lettura completamente sviata della sofferenza che invece accompagna quelle vite cedute alla crudeltà della strada.
La prostituzione dei trans, più di quella al femminile, è infatti terreno di coltura di ricatti e sopraffazioni. Di violenze indotte dalla marginalità in cui sono costretti a vivere i transessuali che si prostituiscono. Individui quasi oscurati da una società che chiede solo che siano tolti dalla vista. Poi, quando per caso finiscono sulla ribalta, si preferisce credere che siano prodotti in carta patinata, cioè una delle tante facce di quella prostituzione che oggi, per addolcire il palato di chi ne fa uso, ma anche di chi dovrebbe essere chiamato a giudicare, passa sotto la graziosa definizione di «prestazioni da escort».
Altro che «chi è senza peccato scagli la prima pietra». Qui la pietra rischia prendersela in mezzo alla fronte chi cerca di chiamare le cose con il loro nome.

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