29 gennaio 2020
Aggiornato 09:00
Alla luce della sentenza sul lodo Alfano

D'Alema: «Berlusconi dovrebbe dimettersi»

Secondo l'ex Premier: «In un paese normale il suo partito lo avrebbe già mandato via»

ROMA - «In un paese normale si sarebbe già dimesso, lo avrebbe costretto il suo partito». Massimo D'Alema in un'intervista al Riformista parla così di Silvio Berlusconi alla luce della sentenza sul lodo Alfano. Non è il Pd, a suo avviso, che può chiederne le dimissioni: «Non è l'opposizione che può cambiare il capo del governo - osserva -, e in un momento così delicato la priorità è limitare il danno alle istituzioni».

Secondo l'ex premier la responsabilità della mancanza di «anticorpi naturali» alla situazione di Berlusconi, «un presidente del Consiglio che ha diversi problemi con la giustizia» è da ascrivere alla sua maggioranza che non può sostituirlo perchè «il Pdl è suo in senso proprietario», ma c'è anche «la debolezza di tanta parte del sistema dell'informazione. Sembra che per una parte delle elitè del paese e per i grandi giornali che le danno voce sia normale avere un presidente del Consiglio contro il quale vi sono accuse gravi».