18 giugno 2021
Aggiornato 16:30
Inquinamento: la denuncia di Legambiente

Smog assedia Italia: polveri sottili al top su Napoli e Ravenna

Mentre l'ozono opprime Novara e Alessandria, allarme Legambiente

ROMA - Le polveri sottili insidiano gravemente la salute dei cittadini soprattutto a Napoli e a Ravenna; l`ozono opprime gli abitanti di Novara e Alessandria. Ma queste sono solo le città che svettano in cima alle classifiche delle città più inquinate, ma lo smog non perdona in nessuna regione: dalla Lombardia alla Puglia, dal «polmone verde» umbro alla Campania, l`inquinamento atmosferico in città, causato dal traffico veicolare, aumenta e registra livelli sempre più alti. Lo denuncia Legambiente, avvertendo: «E mentre i limiti di legge vengono regolarmente superati, quasi nessuna amministrazione prova a prendere provvedimenti».

Nelle principali aree urbane - sottolinea l'associazione - il 70% circa delle emissioni di polveri sottili è attribuibile al trasporto stradale che contribuisce a livello nazionale anche al 64% degli ossidi di azoto, uno dei principali precursori per la formazione dell`ozono estivo. «È lampante quindi la necessità di intervenire sul numero di auto che ogni giorno si spostano e sostano all`interno delle nostre città creando inquinamento atmosferico ma anche traffico, congestione e peggioramento della vita di chi vive nelle aree urbane», ha dichiarato la direttrice generale di Legambiente Rossella Muroni, sottolineando: «La mobilità sostenibile rappresenta l`unica soluzione attuabile per ricominciare a muoversi, restituire qualità all`ambiente urbano e far tornare le nostre strade spazi pubblici da vivere e non solo piste o parcheggi per le auto».

Secondo i dati di Legambiente sono già 33 le città capoluogo di provincia che a metà settembre hanno oltrepassato il limite di legge annuale di 35 giorni di superamento giornaliero di polveri sottili, con particolare criticità per le città della Pianura Padana ma pure per le aree metropolitane tra cui Firenze e Torino (59 superamenti), Milano (57) e Bari (38).

Il PM10 - ricorda l'associazione - «rappresenta uno dei più pericolosi inquinanti atmosferici, sia per la salute umana che per l`ambiente, perché per via dello spessore, queste particelle possono insinuarsi fino a bronchi e bronchioli e raggiungere la regione alveolare».

Nulla di buono nemmeno sul fronte ozono, che seppure con l`abbassarsi delle temperature ha smesso di opprimere i centri urbani, nei mesi estivi ha fatto registrare livelli record: Piemonte, Lombardia e Emilia Romagna in cima alla classifica che annovera pure città del Centro-Sud come Roma (34 superamenti), Matera (61) e Campobasso (59). L`ozono prodotto dalle emissioni dei veicoli a motore, dai processi di combustione e dai solventi chimici infatti, in presenza di un forte irraggiamento solare - avverte Legambiente - può danneggiare la salute degli esseri umani con gravi conseguenze sull`apparato respiratorio e polmonare. Per questo, ricorda l'associazione, «dal 2010 dovrà essere adeguatamente monitorato dalle amministrazioni locali che sono obbligate ad intervenire quando il livello di concentrazione supera il valore obiettivo per la protezione della salute umana di 120 microgrammi al metro cubo, calcolato come media su otto ore».

E` indispensabile intraprendere in modo urgente azioni strutturali sulla mobilità urbana - ha ribadito Rossella Muroni - penalizzando anche economicamente il traffico privato e creando una valida alternativa di trasporto pubblico, promuovendo modalità sostenibili di trasporto di persone e merci». Ma secondo l'associazione per voltare pagina in tema di mobilità urbana è necessario un intervento del governo. Legambiente infatti sottolinea come gli investimenti maggiori nel settore delle infrastrutture e dei trasporti siano prevalentemente destinati alle lunghe distanze, come all'alta velocità, o alla rete autostradale. «Invece sono proprio le aree urbane e le grandi aree metropolitane a denunciare i più elevati livelli di pressione ambientale e di congestione da traffico, ed è in questa direzione che occorre orientare una quota significativa dei nuovi investimenti», avverte Muroni, concludendo: «Solo così si potrà davvero combattere l`inquinamento atmosferico, liberare i polmoni dei cittadini e le strade delle città».